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Avventura

Tokyo si illumina di Dio 3

Pubblicato il 15/07/2021

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E così entrai dentro il tempio Sensō-ji, s’incontravano ragazze vestite tradizionalmente, ma non erano truccate di colore bianco latte nel viso come lo erano invece le geishe, vedevo che avevano svariati colori e disegni su quei setosi indumenti che leccavano quasi la pavimentazione.

I giapponesi ci tenevano molto alle loro tradizioni antiche.

Dentro il perimetro del tempio vi erano molte bancarelle pieni di ogni sorta di street food giapponesi di ogni colore e sapore, ma gli odori non mi giungevano attraenti come quelli che tante volte avevo invece sentito tra le bancarelle delle nostre feste religiose. Mi colpirono molto i negozi che vendevano gli abiti per le geishe ricamati di vari disegni tipici del Giappone, come giardini, aironi, draghi, laghetti o con il vulcano Fuji di Tokio.

Mi comprai tutto il completo dell’abito, anche il grande fiocco che va sulla schiena, così, per ricordo, e perché quella era arte che non andava ignorata e dimenticata.

Vi era vicino al tempio anche una fontanella di acqua che per loro credo fosse anche purificatrice; le persone con dei mestolini attingevano acqua dalla fontanina, ed io di nascosto gli mischiai quella miracolosa che avevo preso dal mio Santuario di Porto Empedocle, chiedendo a Dio di renderla tutta miracolosa e di purificarla dai demoni e dal male di quel tempio bugiardo. Mi incamminai verso il parco verde e fino alla sua fine; si trovava lì a poche decine di metri un fiume largo che affiancava il parco e proseguiva verso la famosa alta torre di Tokio, vi era anche, un campo di calcio delimitato da una rete, e di fronte anche una scuola di teenagers.

All’angolo inferiore del campo di calcio che delimitava quasi la fine del parco, dalla parte più vicina al fiume, vi nascosi sotto la siepe il miracoloso Crocifisso di legno (Di 45 cm) scolpito da me, feci la Santa Messa unito a Gesù e benedissi con l’acqua miracolosa quel posto e poi anche tutto il perimetro del campo di calcio, fino a coprire anche gran parte di area dell'intero parco usando una bottiglietta di 1/2 l.

Nel Santuario tremendo, avevo nascosto sotto terra il pane azzimo consacrato dentro una minuscola boccetta con sale benedetto e qualche goccia d’acqua mirac.; avevo anche suonato per parecchie volte lo shōfār, per chiamare a rassegna tutto il cielo affinché vi rimanesse lì per sempre a custodire e a benedire infinitamente il luogo santo, poi esultai di gioia per l’inizio della una nuova e grandissima conquista spirituale del Giappone che poteva diventare anche di tutto l’Oriente, visto che avevo un viaggio già programmato a marzo per Pechino (Un solo giorno) e per Melbourne (Sei giorni) già tutto pagato, ma che poi purtroppo saltò per colpa del covid 19.

Visitai anche lo zoo di Ueno che si trovava vicino la metro dentro un altro parco verde che inglobava anche un bel tempio, credo che fosse un Sensō-ji, era molto visitato dai pellegrini giapponesi, notai come tutto era ordine e pulizia malgrado il continuo flusso che si distribuiva nel tempo.

La pecca dei giapponesi al mio modo di vedere stava dentro lo zoo, perché tenevano una tigre impazzita che impazientemente si muoveva a corto raggio avanti ed indietro nervosamente, più avanti anche un orso bianco mostrava gli stessi sintomi. Gli animali sicuramente non amavano quello spazio stretto e tutte quelle persone che affluivano continuamente per guardarli come uno spettacolo, credo che Dio con la mia presenza abbia fatto un gesto di misericordia a quei poveri esseri indifesi, hanno molto usufruito delle mie preghiere e benedizioni infinite e li ho amati tutti. Grazie a Dio non tutti stavano male, ho visto anche e per la prima volta i bellissimi panda e le canne di bambù alti 7 metri circa.

Sempre a Ueno, ho visto anche un museo antico, di stile occidentale, con un parco verde di fronte, e vicino, un'università che aveva una grande balena finta all'entrata di dimensioni realistiche. Ho amato moltissimo la zona di Ueno, piena di bravi scolari, le strade e tutta quell'area della metro se ne riempivano a sazietà. Amo moltissimo Tokio e vi ritornerò di certo, i giapponesi mi somigliano, ho lasciato lì il mio cuore, loro mi chiamano, non posso negarmi, ai siciliani lo farei, ma mai agli edochiani, sono più di 33.000.000, facce antipatiche tra tutta quella folta folla non ne ho visto, solo pochi indemoniati gravi e un po' di ipocriti.

Non so di certo perché Dio mi abbia relegato in Sicilia, ma credo sia perché è un'isola di satana, tutti malandrini ma io non bacio mani.

Dio vuole conquistare, tutto quello che appartiene di più al maligno; una volta conquistata la Sicilia, conquistare il mondo sarà più facile. La Sicilia ha anche la forma di triangolo isoscele (La SS Trinità) e sembra schiacciata dalla punta dello stivale italico che raffigura il piede di Maria; il serpe è nascosto tra i siciliani suoi figli ed io come Sansone quando lottò contro tutti i filistei riuscirò a vincere l'intera regione da questo mio Santuario madre di P. Empedocle

Io sono Elia ritornato!

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Adriana Giotti ha votato il racconto

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Peppe, è la prima volta che provo indignazione e tanto dolore da permettermi di esprimere un giudizio sull'autore: rifletti e torna in te. Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Anle e Trofino hanno già detto tutto, o quasiSegnala il commento

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Sonia A. ha votato il racconto

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Germinal68 (Sandro) ha votato il racconto

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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Ogni dio e se c'è dipende da chi ha fede è un dio di tutti. Dovresti rendere "universale" il tuo "esportandolo" con uno stile più convincente. Comunque l'idea può essere buona, ne avremmo decisamente bisogno. Più che un Dio conquistatore cercherei un suo discepolo, un altro "figlio" (se mi permetti) che torni di nuovo sulla terra per salvarci veramente. Ma l'idea del "dio" della Bibbia, come dire, è un po' da rinnovare e questo lo può fare la scrittura perché è da lì che proviene infatti. Segnala il commento

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Anle ha votato il racconto

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Questa volta il testo si presenta poco strutturato e con una forma poco curata, compresa la punteggiatura. Non approvo, come lettrice il dover leggere "tempio bugiardo" ; nessun tempio lo è e ogni religione erige i suoi. Vogliamo parlare delle chiese? Ti ricordo di quando Cristo entrò nel tempio e lancio in aria tutte le effigi che raffigurano Dio. La chiesa di Roma certo non brilla per essere " nuda". Capisco la tua fede, ma gli eccessi, gli estremismi no. Tornando al racconto, secondo mio parere sarebbe da rivedere, ma io non faccio testo, sta a te, ovviamente Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Ben si percepisce la dedizione e la passione sincera per il sacro e la tradizione religiosa che è vissuta dall'interno come un vero e proprio officiante del clero, investito di tali funzioni liturgiche; che assumono ben presto una evidente valenza espressamente e dichiaratamente mistica, ove ci si propone in veste di redivivo profeta. Riguardo allo stile, a mio parere molto semplificato, quasi puerile, non sempre si mostra nella più appropriata e miglior forma possibile, richiedendo corpose sgrossature e sostanziali raffinamenti, se possibile. Uno su tutti uno scivolone concettuale/semantico, ancor prima che un pleonasmo stucchevole: "e di fronte una scuola di teenagers." Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

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Loretta 68 ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Imago ha votato il racconto

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Molto bello … Sicilia compresa…Segnala il commento

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Antonella Avolio ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Il puma del Sîambù ha votato il racconto

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di Messina Giuseppe

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