leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

Tu puoi salvarti

Pubblicato il 13/06/2019

Alice che aveva ragione, ma come lo si poteva dimostrare?

32 Visualizzazioni
11 Voti

Alice si è trasferita nove giorni fa. Ogni giorno senza di lei è un giorno che non vale la pena di essere vissuto. Tatiana scuote la testa, chiedendosi cosa ne sarà di lei, ora che Alice non c’è più. Vorrebbe scuotere anche i brutti pensieri che le riempiono la testa, con lo stesso gesto.

Le pareti bianche sono opprimenti. Prima che Alice se ne andasse non lo erano. Come ha fatto a non notarlo? Alice si lamentava così spesso a riguardo; Tatiana soleva prenderla in giro ogni volta che Alice apriva bocca, non le serviva più sentirle pronunciare le parole che si ripetevano sempre. Le indovinava, gliele leggeva nell’espressione con cui fissava la parete. Una parete, una a caso. Tanto, erano tutte bianche.

Alice era un animo tormentato. Aveva voluto portare con sé tre libri, di cui nessuno con un titolo normale. Gli internati a cui si concedono scelgono sempre libri come la Bibbia, o il Vangelo. Si porta qualcosa che possa aiutare nel difficile percorso di ricerca della pace, della salvezza dell’anima.

Alice no: aveva tre libri, di cui due scritti da donne, cosa che di per sé non era la scelta migliore. Anche nell’avanzatissimo e progredito mondo moderno dell’anno 1897, nessuno sano di mente sceglierebbe di portare libri scritti da donne, in un posto del genere. I libri, come il resto degli oggetti che si sceglie di portare, sono un messaggio, una testimonianza del desiderio di guarire.

Se in un posto come quello ti porti due romanzi scritti da donne, non dai molto l’idea di volere guarire. Se poi il terzo libro è di Nietzsche… Non che Tatiana abbia mai letto Nietzsche, no. Però sa che è un autore blasfemo, che afferma a più riprese che dio non esiste, o peggio, che sia morto.

E Alice se n’è andata. Nove giorni fa, Alice ha varcato la soglia della stanza che per giorni, mesi ha condiviso con Tatiana, ed è andata via. Se è tornata nel mondo dei sani, o se è stata spedita verso uno degli ambulatori dove operano i casi senza speranza, Tatiana non lo sa. Sa solo che non vede Alice da nove giorni.

Don Giustino veniva spesso a trovarle, quando c’era Alice. Intavolavano spesso conversazioni, così filosofiche ed astratte che Tatiana raramente ne capiva il contenuto. Ogni volta il buon ministro di Dio se ne andava con espressioni dubbiose, o contrariate, o scoraggiate, mentre Alice lo guardava uscire con un selvaggio sorriso di vittoria, che Tatiana trovava inquietante, e non capiva.

Don Giustino era fuori, nel mondo dei sani, mentre Alice era confinata qui dentro. Che gusto c’era, a zittire il tuo avversario, se poi lui era libero di tornare a casa, mentre tu restavi in manicomio?

Tatiana scuote la testa, congiunge di nuovo le mani al petto e intona a bassa voce un’Ave, chiedendo perdono alla Madonna per essersi distratta, interrompendo la serie di litanie che Don Giustino le ha raccomandato di rivolgere al Cielo.

Don Giustino è sempre buono con lei, ma è sempre triste, quando viene a trovarla, adesso che Alice non c’è più. Tatiana non sa se gli mancano le discussioni con Alice, o se è Tatiana stessa a renderlo triste. Non vuole chiedergli se anche lui sente la mancanza di Alice quanto la sente lei. Non osa, perché le preghiere che Don Giustino le ha raccomandato di recitare ogni giorno, almeno una volta all’ora, sono proprio il tentativo del buon Ministro di aiutare Tatiana a dimenticarla.

“Una donna non deve amarne un’altra, Tatiana, non come fai tu” le ha detto, con fare sconsolato e un’espressione triste.

Forse no, pensa Tatiana, ma anche Alice mi amava, più di quanto amasse la donna per la quale è stata sbattuta qui dentro, e ad Alice nessuno ha raccomandato di recitare preghiere, o detto con fare sconsolato che non avrebbe dovuto amare chi e quello che amava. Perché a lei, invece, il buon prete lo dice?

“Tu puoi salvarti, Tatiana. Tu puoi salvarti” ha detto il Ministro di Dio, il giorno in cui Alice è stata portata via.

Alice, così bella, così piena di vita, così forte e sicura di sé. Un animo che rivaleggiava con gli uomini più capaci, l’unica donna che nessuno qui dentro, né il prete, né il direttore, potesse zittire, non con le sole parole. Alice vinceva qualsiasi scontro verbale. Alice era bellissima, Alice sapeva di avere ragione.

Ma che ragione poteva avere, si chiede Tatiana, se è finita in un manicomio? E come lo si poteva dimostrare?

Alice gridava, mentre la trascinavano via, piangeva e gridava e lanciava insulti verso tutti i presenti: il direttore, gli infermieri, Don Giustino, i suoi genitori, che piangevano e osservavano, in silenzio. Ha avuto parole tremende per tutti, tranne che per Tatiana.

A lei ha solo detto, ti amo.

E Tatiana non l’ha mai più vista.

Però sa che cosa c’è, alla fine del corridoio lungo il quale Alice è stata trascinata: l’ambulatorio delle lobotomie.

Tatiana deglutisce, cerca di non piangere, e ricomincia a pregare. Se vuole uscire di qui, deve dimenticare Alice, anche se significa dimenticare sé stessa.

Logo
4904 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (11 voti)
Esordiente
11
Scrittore
0
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large som vag batvg p 1923 5 large.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

ernesto ha votato il racconto

Esordiente
Large fb img 1553014296220.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Caucasica ha votato il racconto

Esordiente

Il finale sembra più veloce del resto. Ben tenuta la cupezza e l'angoscia. Segnala il commento

Large default

Etis ha votato il racconto

Esordiente
Large 1556961005612516394346.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

ANNA STASIA ha votato il racconto

Esordiente

Ho sentito tutta la tristezza, e l'angoscia finaleSegnala il commento

Large 20190803 142034.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large studio 20181207 231846.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20181226 105305.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Candy ha votato il racconto

Esordiente

Una trama molto bella. Il prete è triste perché ci sono io, o perché non c'è Alice? Bella frase. CiaoSegnala il commento

Large img 20190611 wa0000.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

elis@baroni ha votato il racconto

Esordiente
Large pc310451.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

elig ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Tella ha votato il racconto

Esordiente
Large default

di Elena_Vere

Esordiente