leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

Un addio

Pubblicato il 07/12/2018

33 Visualizzazioni
9 Voti

Li guardo e intuisco quanto a lui dia fastidio l’atteggiamento di lei, quel suo sguardo assente, il reclinare leggermente la testa di lato. I lunghi capelli scuri creano una sorta di sipario che lo esclude dal mondo di lei che ci passa le dita, come denti di pettine, fino a dividerli in ciocche. Ne sceglie una, tenendone l’estremità tra i polpastrelli. La porta ad altezza occhi, che si incrociano per mettere a fuoco, a distanza ravvicinata, le doppie punte che sta cercando. Esprime così bene la sua noia in questo atteggiamento che, credo, sia per quello che lui non lo sopporta.

Ma non è più un problema: hanno appena finito di dirsi addio, seduti al tavolino di questo bar di periferia della nostra piccola città di provincia. Come ci saranno capitati? Per caso o per scelta? Forse, inconsciamente, lo hanno cercato anonimo e sconosciuto, facile da dimenticare, per non soffrire in futuro.

E così si sono detti quello a cui chissà da quanto tempo stavano pensando. O meglio: lei ha detto tutto, lasciando a lui solo lo spazio per annuire. O forse è lui che ha scelto di non parlare per evitare di dire cose banali, scontate. Forse non ha voluto rischiare di dire cose che potessero farle cambiare idea. O che le potessero far pensare che aveva dei dubbi. No, lasciamo che tutto vada come deve andare. Fine, basta. Punto e a capo.

E così ora sono qua, ad accompagnare il mio the pomeridiano, in attesa di far passare il giusto lasso di tempo e di silenzio che possa sancire l’evidenza che non hanno più nulla da comunicarsi. Lei che cerca indifferente le doppie punte nei capelli; lui che la tiene nella periferia dello sguardo, falsamente intento a osservare il cucchiaino che raschia il fondo della tazzina, come fosse il fondo della loro storia. E immagino che tra cinque, quattro, tre, due… ecco, ho sbagliato di poco: lei si è alzata e, raccogliendo la borsa dalla sedia accanto, se ne va, biascicando un ciao con la bocca appena schiusa, una fessura tra le labbra, il minor sforzo possibile, giusto per lasciar uscire un saluto per educazione, come un rivolo di saliva che scivoli furtivo sul bavero della giacca, più che nelle orecchie di lui. Un saluto che è rimasto lì, abbandonato sull’allumino freddo del tavolino, tra bustine di zucchero, contenitore di tovagliolini e tazzine di caffè che sembra abbiano ordinato giusto per prendere qualcosa, a giustificazione del fatto di essere in questo baretto.

Se ne è andata e non gli ha neanche lasciato la possibilità di usare una battuta da cavaliere. L’ha dato per scontato. O non ci ha pensato, in certi momenti capita: non si sentirà in colpa per questo e lui non gli porterà rancore per questo. E così lui la pronuncia da solo, a testa bassa, a mezza voce, quel tanto che basta a uno spiffero per portarla alle mie orecchie e intuire il tono di leggera ironia: “Lascia, pago io”.

Ecco, ora anche lui si alza, va in cassa e paga, appunto.

Non sembra convinto di andarsene. Scambia un'occhiata con l’unico avventore, che sono io, un vecchio con un the bevuto, un notes aperto e scarabocchiato, una penna in mano.

Nessuna parola. Un elenco di frasi fatte e luoghi comuni passa rapido e silenzioso da uno sguardo all’altro fino all’epilogo espresso da un’alzata di sopracciglio: “Succede!”. Non c’è altro da dire, non importa dire altro.

Va bè, sembra pensare lui, fammi uscire da ‘sto locale.

Sulla soglia si ferma a dare un’occhiata al cielo di novembre. E’ azzurro, pallido, e c’è una buona temperatura per la stagione autunnale. Sembra deluso non ci sia bisogno di alzarsi il bavero alla James Dean e poi stringersi nelle spalle a non sentire freddo. No, bisogna solo essere forti e via. Affrontare il futuro. E come al solito, mannaggia, non c’è un regista che faccia partire la musica adatta alla scena e alle emozioni. Niente da fare, caro mio, non sei nessuno, il mondo va avanti per la sua strada, non si adegua ai tuoi sentimenti: devi vivere come tutti.

Decide di fischiettare da sé un motivo malinconico. Avrà scelto quello giusto o è la prima canzone che gli è venuta in mente? E intanto… intanto dove andrà? A destra verso il centro città per mescolarsi tra la folla o a sinistra, ad allontanarsi il più possibile da tutto e tutti? Ma no, ecco che va via dritto ed eretto. Attraversa la strada come fosse il passaggio da una condizione di vita all’altra: lascia una costa per approdare su una nuova riva, un territorio nuovo da scoprire ed esplorare, verso il cambiamento, che è pur sempre vita.

Anche senza di lei.

Logo
4480 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (9 voti)
Esordiente
9
Scrittore
0
Autore
0
Ospite Belleville
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large   39 328 825 5818  20180807 224944.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Claudia Cattarini ha votato il racconto

Esordiente
Photo

GIUSEPPE ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20170602 wa0005.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Danilo ha votato il racconto

Esordiente
Large chapter01.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Francesco Manciola ha votato il racconto

Esordiente

Concordo con Sbolgi. Lo sguardo esterno funziona. Segnala il commento

Large io   copia  3 .jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Linea O Linda ha votato il racconto

Esordiente
Large 20180905 153949.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

isa ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Tella ha votato il racconto

Esordiente
Large img 1431.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto il punto di vista esterno alla coppia Segnala il commento

Large c1d95d75 cf89 4a0c ae7e adbd372f1fe8.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Ondine ha votato il racconto

Esordiente
Large porta san giacomo.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

di SteCo15

Esordiente