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Narrativa

Un'anonima serata indelebile

Pubblicato il 10/09/2019

È il racconto di un appuntamento tra un ragazzo e una ragazza. La serata trascorre tranquilla, quasi noiosa, fino al momento dei saluti. Un gesto superficiale farà emergere uno dei lati neri di molti appuntamenti amorosi.

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Prende le chiavi, si guarda per l’ultima volta allo specchio ed esce di casa. Sale in macchina, accende la radio e passa di stazione in stazione sperando di riuscire ad ascoltare qualche brano decente. Non trova nulla, allora si mette gli auricolari e chiama il suo amico Mattia. Ha voglia di farsi quattro risate e con lui il risultato è assicurato.

«Che cavolo vuoi alle sette di sabato sera?»

«Ciao Mattia, anche per me è un piacere sentirti!»

«Ah ah ah! Come va?»

«Bene. Sto uscendo, aperitivo e cena con Filippo.»

«Quello che non sa qual è la differenza tra A con l’H e A senza l’H?»

«Esatto, proprio lui.»

«Madre mia, che sfigata! Perché ci esci?»

«Così! È da mesi che continua a chiedermi di vederci. Stasera non avevo nulla di interessante in programma, ma non volevo stare a casa. Allora ho accettato il suo invito. Mal che vada, avrò mangiato e bevuto a scrocco. No?»

«Che zoccola che sei!»

«Taci che tu sei peggio di me!» 

Chiacchierano ancora un po', del più e del meno.

«Senti, sono quasi arrivata, devo lasciarti.»

«Ok, fammi sapere come andrà e cerca di dare un senso alla serata: fatti almeno portare in un ristorante di pesce.»

«Ecco, vedi che sei più diabolico di me. Ci sentiamo, ciao!»


Ilenia arriva al parcheggio del Lidl e vede che la macchina di Filippo è già lì. «Ottimo», pensa. Detesta arrivare per prima ad un appuntamento. Parcheggia di fianco, prende al borsa, scende, chiude la macchina e gli va incontro. Si salutano, si scambiano due baci di circostanza sulla guancia e salgono nella macchina di Filippo. Vanno in un bar a bere un aperitivo e poi Filippo sceglie di cenare in una pizzeria del centro. La serata scorre tranquilla, quasi piatta. Sembra una di quelle serate anonime, prive di sentimento. Sembra una di quelle serate destinate a finire immediatamente nel dimenticatoio. Sembra.


Dopo aver bevuto il caffè, Filippo paga il conto. Si alzano, escono dalla pizzeria e risalgono in macchina. Arrivati al parcheggio del supermercato Lidl, Filippo spegne la macchina. Ilenia lo ringrazia per la serata e apre la portiera per scendere. Ha solamente voglia di tornare a casa e mettere un punto a questa serata senza senso.

«Ilenia, aspetta»

Ilenia si volta.

«Ieri era la festa della donna. Ho pensato di comprarti queste. Tieni, sono per te!».

Mimose.

Gialle.

Puzzolenti.

Ilenia detesta le mimose. E detesta soprattutto la festa della donna. L’esistenza di quella festa è la prova di quanto sia ancora ampio il divario tra uomo e donna nella nostra società. Mimose. Perché proprio a lei? All’irritazione si aggiunge anche l’imbarazzo di non saper cosa dire. Ilenia ringrazia frettolosamente Filippo, lo saluta e va a rifugiarsi nella propria macchina. Aspetta che sia ripartito e fuori dal raggio visivo per lanciare i fiori nel sedile posteriore.


Prende il cellulare, vuole subito raccontare a Mattia com’è andata la serata. Digita il messaggio.

Eccomi! Sono appena salita in macchina. Purtroppo sono riuscita a scroccargli solamente una pizza, la prossima volta devo impegnarmi di più! Poi sai cosa è successo? Quando mi ha riportata alla macchina, mi ha salutata e mi ha regalato una mimosa. Dio mio, che sfigato! E che merda la mimosa.

Lo rilegge e schiaccia il tasto INVIA.

Messaggio inviato.

Messaggio inviato.

Messaggio inviato?

No. Non può essere, non può essere!

Si sente avvampare. Inizia a sudare freddo. Non è possibile.

Controlla tra i messaggi inviati.

Cazzo. Cazzo. Cazzo.

Lo ha inviato a Filippo.

Ilenia ha inviato il messaggio a Filippo.

A Filippo.

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Camelia ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Danilo ha votato il racconto

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Etis ha votato il racconto

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Paul Olden ha votato il racconto

Scrittore
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Scrittura didascalica e un po’ piatta. Trama da episodio dei cartoni di Barbie. Vabbè, quello che ne esce meglio è il povero Filippo. Segnala il commento

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Debora Pezzetta ha votato il racconto

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Zeta Reader ha votato il racconto

Scrittore

Dialoghi non convincenti e sarei curiosa di sapere cosa accade dopo non prima del messaggio 🤣Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore

occhio alle D eufoniche :)Segnala il commento

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di Irene Rosolen

Esordiente