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Noir

Un bel dì vedremo - parte 2

Di RoCarver - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 18/03/2020

Continua il racconto ambientato tra la tranquilla campagna inglese e il patinato mondo della lirica. Ma non tutto è come sembra, e un terribile episodio ha cambiato per sempre la vita dei personaggi...

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Marius aveva 14 anni, era un caldo pomeriggio di giugno. L’anno scolastico stava per finire e i professori li lasciavano giocare di più in cortile, oltre il suono della campanella. Aveva dimenticato la merenda nello zaino e tornò nell’aula di musica. Sentì un canto interrotto a tratti da una risatina nervosa, entrò nella classe vuota e vide Arianna che cantava seduta sulla cattedra. 

Il professore teneva la mano sotto la sua gonna.

Un raggio di sole entrava dalla finestra rotta, proiettando un ventaglio di colori sul pavimento. Marius si bloccò sulla porta senza fiatare e corse via verso i gridolini dei compagni in cortile.

A fine spettacolo, il pubblico esplose in un’ovazione fragorosa. Arianna congiunse le mani al ventre, alzò il mento e sorrise, contemplando la distesa di palmi che sbattevano verso di lei.

“Dai, andiamo a salutarla, presto!” disse Anne, alzandosi dalla poltrona di scatto e trascinandosi dietro Marius. Schivarono la folla adorante ed arrivarono vicino a lei, che elargiva autografi e posava per le foto di rito. Il cerone bianco accentuava le piccole rughe intorno ai suoi occhi e il rossetto rosso era leggermente sbiadito sui bordi non più freschi delle sue labbra. Marius la guardò e lei gli sorrise. Gli anni erano passati per entrambi ma in quel flusso di note, tra i timbri più cupi e gli acuti estremi, c’era scritta tutta la loro storia.

“Arianna, vieni, ci sono i giornalisti per le interviste” le disse un uomo, portandola dietro le quinte.

“Che splendida serata, mi sono proprio divertita! Dobbiamo venire a Londra più spesso, che ne dici Marius?” disse Anne sul treno di ritorno.

“Sì”, rispose lui, e rimase in silenzio. Anne tirò fuori di nuovo il punto croce mentre il treno li riportava a casa attraversando la campagna buia. Il giorno seguente, Marius si svegliò alle 5.30 come sempre. Andò alla stalla a mungere le sue mucche e poi salì sul trattore. L’alba lo colse in mezzo ai campi di grano. I raggi neonati del sole imitavano l’oro delle spighe, che ondeggiavano al vento. Gli ricordarono le gambe di Arianna, dorate e flessuose, mentre correvano per salire sul treno quando se ne andò a vivere a Londra.

“Starò bene, non preoccuparti per me” gli aveva detto lei, abbracciandolo.

“Sicura?”

“Sì, il professore mi aiuterà, lui ha tanti contatti nei teatri a Londra. Mi ha promesso che mi farà sfondare! Se rimango a Bibury non sarò mai nessuno, e comunque nessuno crede in me qui”

“Io sì” le disse lui, abbassando gli occhi. Lei lo spettinò con la mano e gli sorrise. 

Il treno era partito. Arianna aveva agitato la mano fuori dal finestrino e lui era rimasto fermo sul binario, toccandosi la testa nel punto dove lei l’aveva spettinato. Non si erano più sentiti.

Qualche tempo dopo, Marius aveva letto sui giornali di una giovane soprano di Bibury dalla voce duttile e potente, dotata di un fraseggio e di un’espressività prodigiosi. Ce l’aveva fatta. 

Fino a quella fatidica sera. La telefonata nel cuore della notte, la voce agitata di Arianna. “Devi aiutarmi, solo tu puoi farlo”.

***

“Richard, tesoro, mi porteresti i vecchi giornali che sono in soffitta?” gridò Anne al marito dalla cucina.

“Di nuovo ti metti a fare la passata di pomodoro?”

“Marius mi ha regalato 20 kg di pomodori freschi, non voglio che vadano a male!”

“Ma poi sporchi tutta la cucina di rosso...”

“Non se metto i giornali vecchi per terra, caro”

“Ok, ok, vado”

Il marito depositò sul pavimento della cucina una fila di giornali ingialliti. Anne selezionò quelli più vecchi, il succo di pomodoro li avrebbe resi inutilizzabili. Li stese accuratamente per coprire bene le piastrelle e il suo sguardo fu attirato da un articolo di cronaca:


GIALLO A BIBURY: TROVATO CADAVERE DENTRO UN POZZO

Il corpo apparterrebbe ad uno stimato professore di musica che aveva insegnato per anni alla scuola media di Bibury e si era da poco trasferito a Londra. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione e non presentava segni evidenti di colluttazione. Sono in corso le indagini per chiarire l’esatta dinamica degli eventi. L’ipotesi sulla quale si lavora non esclude l’omicidio.


L’articolo era datato 17 settembre 2016. Esattamente tre anni prima. 

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Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore
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Silvia dall'Acqua ha votato il racconto

Esordiente

Bell’intreccio. Avvincente Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Scritto molto bene... solo il finale non mi ha soddisfatto, non all'altezza della bellezza di tutto il resto. Segnala il commento

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Indaco32 ha votato il racconto

Esordiente

Lette le due parti in sequenza. Top assoluto :)Segnala il commento

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Elegante come sempre, meriteresti più spazioSegnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Questa parte non disattende ciò che la precedente aveva acceso, grazie! Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

La trama è ben strutturata, inoltre adoro i dialoghi, mi ricordano certi vecchi film... La tua scrittura è una certezza, concordo con Federico.Segnala il commento

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Luca Santoro ha votato il racconto

Esordiente
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theroseisarose ha votato il racconto

Esordiente
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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Decisamente, a mio modesto parere sei pronta per cimentarti con uno spazio di scrittura che ti consente di uscire dalla gabbia delle 5k battute.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

La tua scrittura rende lievi questi brutti giorni. Grazie RoCarver!Segnala il commento

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di RoCarver

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