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La prima ape

Pubblicato il 01/05/2019

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Oggi ho la verifica di Educazione Ambientale. 

E' la sveglia a forma di chiocciola che interrompe i miei sogni per riportarmi alla realtà; un raggio di sole si staglia come un artiglio sulla parete bianca del soffitto. 

Scendo in cucina. C'é profumo di pane e latte di avena caldo. Con l'NPP, il Nuovo Patto per il Pianeta, il governo ha imposto una politica di eliminazione delle carni rosse e lavorate da tutte le istituzioni pubbliche, anche dalla mia scuola; Mamma ha preso alla lettera tutte le indicazioni e ha dettato legge anche in casa, cucinando vegano per tutti. Mamma fa parte della generazione di Greta, la ragazzina che nel 2019 ha accusato i politici di fare solo i loro interessi, divorando il futuro delle generazioni a venire. Per quello é fissata. 

Appena finisco di mangiare, Papà mi accompagna a scuola; prendiamo il tram elettrico e scivoliamo lungo strade che brillano di sole. Papà mi fa sempre una testa così per il sole: 

"Mettiti la crema ogni due ore, non stare al sole nelle ore più calde, tieni il cappellino!"

Nel 2031 infatti l'IPCC ha decretato il raggiungimento dei famigerati 1,5 °C, quindi il sole é ancora più pericoloso. Che brutto dover avere paura del sole. Io starei ore sotto il sole, come le lucertole, ma non posso. Papà ogni tanto mi racconta che, quando era piccolo lui, il pianeta non era così ammalato. Lui sì che aveva vissuto "un'infanzia assolata", come mi dice sempre. Io invece il bagno al mare lo faccio solo al tramonto. A volte vorrei essere la sabbia che ha il permesso di starsene beata al sole tutto il tempo che desidera. 

Papà scende alla fermata prima della mia perché deve cambiare tram e raggiungere la periferia della città. Papà fa l'impollinatore: in pratica, é una grossa ape umana. Dipinge di polline i fiori degli alberi. Io le api le ho viste solo in foto. Un mio compagno di classe ogni tanto se ne esce dicendo che lui ha visto un'ape viva, "vera vera ma per davvero", ma io e Giulia non gli crediamo. Di api ce n'erano, ma sono morte. Papà dice sempre che erano la pepita d'oro del mondo e che noi le abbiamo avvelenate con i neonicotinoidi, per questo ora il governo ha deciso di incentivare la professione dell'impollinatore umano. Mamma dice che la frutta aveva tutto un altro sapore un tempo, con le api. A volte mi parla delle fragole che io non ho mai assaggiato e si rattrista. 

Comincio a ripassare mentalmente per la verifica: la maestra Laura vuole che sappiamo 

tutte le specie a memoria. Ho dovuto anche impararmi animali che non esistono più, come gli orsi polari. Oppure gli squali e i tonni. Io quando vado al mare i pesci non li vedo mai. Mamma a volte scambia i sacchetti di plastica colorata per pesci, mentre io ormai ci ho fatto l'abitudine e nuoto facendo lo slalom. Una volta ho trovato una bottiglietta di non so quanti anni fa e me la sono tenuta perché faccio la collezione d'antiquariato, come dice Zia. 

Zia é la mia preferita, é l'unica che sa farmi un dolce vegano buono per davvero. Però Zia non é tanto a posto con la testa, Mamma dice che soffre di ansia. Ma tutti in realtà soffrono di ansia. 

"Siamo la Generansia!" dice Papà. "Perché la nostra generazione ha paura di tutto, del sole, dell'acqua, del tempo..." 

Zia é una rifugiata ambientale, infatti si é trasferita da noi perché la sua città é stata quasi completamente inghiottita dall'acqua per l'innalzamento del livello del mare. Viveva a Venezia, Mamma dice che era un gioiello di città. 

Arrivo di fronte al cancello della scuola. Non sono pronta per la verifica, lo so. Non ho studiato tanto, non ho nemmeno ripassato a voce con Giulia, come faccio sempre. 

Quando mi decido ad entrare sento un ronzio nell'orecchio che mi fa balzare indietro. Mi guardo intorno e vedo qualcosa che vola, zigzagando. Non ho studiato molto, é vero, però Papà mi racconta sempre le storie sulle api e sono sicura che quella che vedo é un'ape. Un'ape viva "vera vera ma per davvero". 

Sta volando, si allontana. Io non ci penso, comincio ad inseguirla. So che Mamma si arrabbierà che salto verifica. So che Papà mi direbbe:

"Corri a vedere dove va, Otti!"

Un'ape non si vede mica tutti i giorni. 

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Verde ha votato il racconto

Esordiente

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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Molto interessante il fatto che il padre faccia come mestiere l'impollinatore. Anche concentrarsi su di lui sarebbe stata una buona idea :)Segnala il commento

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

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di Martina Clio

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