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Narrativa

UN NUOVO MONDO

Di Laura Camposeo - Editato da Laura Camposeo
Pubblicato il 14/08/2020

52 Visualizzazioni
14 Voti

Ero uscita di casa per andare da mia zia perché mi sentivo sola. In strada c'era molta gente. Andai alla fermata del bus mi sedetti e aspettai. Faceva freddo. Mi rannicchiai nel mio cappotto blu. Mi sentivo sola fra tanta gente. Pensai hai miei amici. Ma era come se loro non mi bastavano più. Ero alla ricerca di un qualcosa che desse un senso alla mia vita. E all'improvviso mi sentii chiamare e mi voltai. Vidi che era Vera l'amica di mia madre. Nel suo completo nero. Mi chiese dove stavo andando. Io abbozzai una smorfia facendo spallucce. Lei ovviamente notò che stavo giù di morale perché sapeva che non era un bel periodo per me. La mia amica del cuore era morta per un tumore, e il mio ragazzo mi aveva lasciato per un'altra. Che vita di merda pensai. Vera mi disse. "Ascolta ho promesso a tua madre che la sua borsa l'avrei presa io oggi. Ti va di accompagnarmi? " Alzai lo sguardo e con aria malinconica feci di no con la testa. E lei. " Dai è qui vicino. " Io sbuffai e alzandomi la seguii. Dovevo andarci io ma non mi andava e aveva incaricato Vera. Ma poi la seguii e insieme ci avviammo verso la chiesa. Una volta arrivati entrammo. Ci venne incontro suor Maria e Vera disse. " Sono venuta a prendere la borsa di Anna la lasciata ieri. " La suora rispose. " Aspettate qui. " Io mi guardai intorno e vidi che alle pareti c'erano disegni di bimbi. Nel mentre entrò nella stanza una donna con un ragazzo autistico in carrozzina. E mentre aspettavamo il ritorno della suora osservai la donna che giocava con lui. Provai tenerezza e pensai: quello sì che é amore puro e incondizionato. Il ragazzo rideva. E a vederlo ho immaginato io al suo posto nel suo mondo. Lo vedevo felice. Ma i miei pensieri furono interrotti dal ritorno della suora che vedendo la donna andò da lei. Questa si congedò dalla suora lasciando il ragazzo a lei. La suora accarezzò il ragazzo sul viso facendogli un sorriso. Poi venne verso di noi e diede la borsa a Vera. E mi venne spontaneo dire alla suora. " Che bello vedere una mamma così amorevole. " La suora mi guardò e rispose. " Ma lei non è sua madre è solo una volontaria che viene quando può e fa compagnia ai ragazzi come Marco. Lui non ha famiglia io sono l'ha sua tutrice. Gli altri sono all'istituto qui di fianco e ogni tanto vengono qui da noi quando ci sono le volontarie che li accolgono e stanno con loro e loro si sentono amati e coccolati. " Io rimasi senza parole. Vera disse. " Andiamo? "  Si risposi io. Stavamo uscendo quando mi bloccai e mi voltai verso Marco. E guardandolo mi venne un nodo alla gola. E divenni triste. La suora mi guardò e come se avesse capito disse." Puoi venire a trovare Marco quando vuoi lui ne sarà felice." Io  feci di sì con il capo mentre una lacrima scendeva dal mio viso. Nel mentre pensai: se prima mi sentivo sola ad ascoltare i rumori del traffico o i rumori del vento. Ora grazie a Marco: un mondo nuovo è apparso hai miei occhi. Il mondo del volontariato.

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Laura, hai tante belle idee in testa. Lima, leviga, taglia e sistema, ma continua a raccontarci le tue storie. Semmai, per evitare qualche refuso, fai leggere i racconti a qualcuno, amico reale o virtuale: credo che lo facciamo tutti, sai? Segnala il commento

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paroleemusica ha votato il racconto

Esordiente

Concordo con Franco e ItaloSegnala il commento

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Silvia dall'Acqua ha votato il racconto

Esordiente
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Violeta ha votato il racconto

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente
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Helenas ha votato il racconto

Esordiente
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esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

la storia c'è. la narrazione spezzettata potrebbe diventate stile. ma al momento è un racconto scritto con la mano sinistra. non basta essere sensibili per fare lo scrittore, come non basta guardare in camera per fare l'attore. narrazione è anche forma: sudaci su, se ami scrivere. e, se posso, osa di più: anche la storia più banale può diventare un diamante, se la tagli nel modo giusto.Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Marco Verteramo ha votato il racconto

Scrittore

Copio Elkele. Le idee sono buone, cura di più, meno fretta. Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Italo ha votato il racconto

Scrittore

Un racconto commovente, una nuova rinascita nel dolore dell'abbandono. Ci vedo molto cuore molto sentimento. Un solo errore di grammatica non può inficiare una storia d'amore e compassione. Vai avanti così hai un grande cuore, ti vedo sensibile e a volte sofferente, anche nelle tue poesie. Noi ipersensibili viviamo intensamente questa realtà, le sue gioie e i suoi dolori. Ma li viviamo così a causa della nostra troppa umanità, il nostro troppo immergerci anche nei problemi degli altri. Certamente non siamo egoisti e indifferenti siamo persone d'amore e compassione, forse angeli scesi sulla terra, chissà per errore. I grandi scrittori i grandissimi poeti, quelli che credono d'esserlo, molte volte sono tronfi di loro stessi e niente più. Di sensibilità c'è ne poca. Un bacione ed insisti, chi la dura la vince. Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

L'errore di grammatica non è uno soltanto, ma sono almeno quattro. Nonostante questo, il tuo racconto ha una certa grazia, che dispiega le sue ali, candidamente, anche se vola più con la voglia e il bisogno di farlo, che con le sue capacità. Ma la storia c'è, come dice giustamente Esteban, e c'è anche un tuo "modo" di narrare, sincopato, diretto e senza ghirigori, che potrebbe "marcare" il tuo stile. Scrivi tutto quello che senti di voler scrivere, di dover scrivere, e "sputa fuori" i tuoi errori, senza avere paura, perché uno volta che li hai visti, puoi "correggerli", evitando di ripeterli, la prossima volta, e non badare a chi ti fa dei commenti sprezzanti o superficiali. Pensa alla tua scrittura, al tuo modo di scrivere, e poi leggi... leggi... leggi... e non mollare.Segnala il commento

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Elkele ha votato il racconto

Esordiente

Ti do il voto ma devi leggere, rileggerti, e guardare la grammatica. Rileggiti ad alta voce o come se lo facessi. COL CUORE, BACISegnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore
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di Laura Camposeo

Esordiente
Editor
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