E la Gina va, va, caspita se va, che a me, la Gina, mi piace così, con le sue labbra carnose e quel nasino che sembra messo lì apposta che solo a vederlo ti vien la voglia di baciarlo, proprio lì, appena sopra le labbra, che sei indeciso, le bacio il nasino o le bacio le labbra?

Ed è bella la Gina. Ma bella che così com’è non è che piace proprio a tutti, che c’ha la barba, e che lo sa che la barba non è che a tutti la donna barbuta è sempre piaciuta, e allora, ogni tanto, si rade, che per lei, piacere a tutti, è importante, e allora cerca di accontentarli, e si rade, e la pelle diventa liscia, come quella del culetto di un bambino, e le labbra allora sì che si vedono, con tutta quella carne che sembrano due petali di rosa, due ali di farfalla, e che il naso è il pistillo, la testolina, e che mi viene la poesia quando le vedo e mi vengono le metafore, che è così che si chiamano, che scrivi una cosa e ne dici un’altra, che c’è il messaggio nascosto, come i baci Perugina, ma c’è poco da nascondere, che il messaggio è che la Gina è bella e mi piace, la Gina.

Va Gina.

E la Gina va e le prude il naso. Ogni tanto alla Gina prude il naso e allora lei se lo gratta, che se ti prude il naso dicono che vuoi le botte e che i guai sono lì che arrivano, ma a me frega niente delle botte, che se la Gina si gratta il naso a me va il sangue alla testa, che è cosi sexy la Gina quando si tocca il naso, che c’ha la malizia, è così che si dice, no? che è li che si struscia il naso e le dita le vanno giù, fra le labbra, che sembra quasi una magia, che il fiore si apre e se le inghiotte, le dita, che poi le viene l’acquolina, che le dita le vedi che sono bagnate, che le cola fuori il piacere, e che le dita quando escono c’hanno quel profumo di selvatico che divento rosso e mi gonfio, che lo sento il sangue che pulsa e mi si gonfia la testa, e il cuore è lì che pompa…

Quando la Gina si tocca il naso ci sono solo il cuore e la testa che mi scoppiano!

E va Gina.

E la Gina va, che è un po’ come la bocca di rosa, quella della canzone, che la chiamano e lo fa per la passione, e la Gina è proprio così, che c’ha la passione, e che una volta, invece, era diversa, non era mica così, era chiusa, che si faceva pregare, che tu bussavi, imploravi, ma lei niente, non ti faceva entrare, mica come quell’altra, sempre dentro la canzone, che ti fa entrare e ti porta su al primo piano mano nella mano, con il sorriso, il paradiso, che non sono mica difficili come rime e che anche io potrei fare il poeta che se per essere poeti basta fare le rime iso iso ano amo.

Va Gina!

E Gina va, che c’era questa cosa che una volta la Gina diceva no a tutti, e teneva la bocca chiusa, che c’era un muro lì dentro che tu ti affacciavi, cercavi di entrare fra quelle labbra e lì, proprio lì, c’era il muro, e lei diceva no, che il muro lo faccio cadere solo con chi lo decido io, che neanche il muro di Berlino, neanche!

E non l’ho mica buttato giù io, quel muro! l’ha buttato giù un tipo, uno strano, che se la Gina gli dice no, allora quello va dal Tano. E allora la Gina gli ha detto sì, che lei il Tano proprio non lo sopporta.

Sì, il Tano. Il Tano, la Gina, lo detesta, proprio non lo può vedere, che pure abitano vicini, ma proprio non lo può vedere. Che è un po’ come le facce di una stessa medaglia, è così che si dice, no? che sono lì, che più vicine non si può, eppure mica si vedono che una guarda da una parte e l’altra dall’altra, ecco, ma loro non solo sono così, che non si guardano, ma si stanno pure in antipatia, che una dice che è lei che tutti la vogliono e lui se la ride, con quella risata che sa di pernacchia e gli puzza pure l’alito, eppure è vero che lo cercano, e lui che si fa pregare ma poi cede, eccome se cede, ma lui dice che per lui l’amore è dolore.

Ah! per me l’amore è dolore! così dice il Tano, e allora la Gina gli risponde

amore, dolore e impostore, ecco cosa sei! così gli dice la Gina. Che è facile fare le rime con ore amore fiore colore, che a me mi viene in mente anche odore, che se la Gina c’ha il profumo di selvatico, il Tano, poverino, c’ha l’odore, ma cattivo. Eppure lo cercano, al Tano, con quel suo modo di fare un po’ strano, rima! che se la tira un po’, che resiste, resiste, e poi si lascia andare, che è bello, che ti senti come se sei ancora nella pancia della mamma, che sei lì, che ti senti tutto con la protezione, che a lui magari ci fa un dolore, ma a te, a te c’è questo calore

ecco, va! un’altra rima con ore!

E va Gina, che a volte le si spezza il cuore e sanguina, che è così con le femmine e che allora ci devi stare alla larga e lasciare che le passi, che mica sono sempre lì ad aspettare solo te e che se non vuole non vuole, anche adesso che si è aperta.

Va Gina!

Ma non andare dal Tano, eh! che se la Gina dice no e vai dal Tano, alla Gina le viene una tale gelosia che poi non ti vuole più e allora ti devi arrangiare da solo!

Insomma, la questione è che se si parla d’amore, la differenza fra la Gina e il Tano è che lei è femmina e il Tano, invece, pure!

Va!