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Erotico

Vacanza

Pubblicato il 26/03/2020

Esperienza omosessuale tra due ragazze, astenersi bigotti

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Le conoscevo, ma non posso dire che fossero mie amiche. Facevano il corso di teatro con me. Valentina mi era simpatica, la conoscevo da prima perché aveva frequentato un mio compagno, per un certo periodo. Elisa era sempre gentile, e il suo ragazzo era in classe con il mio, o almeno, lo sarebbe stato quando lo avrei conosciuto. Infine Amal, ci avevo scherzato qualche volta,era una ragazza sveglia, ma forse un po' troppo pudica.

Un giorno, dopo la lezione di teatro, mi si avvicinano e mi fanno "Noi andiamo in Sardegna, io e Eli con i nostri ragazzi e Mela (così chiamava Amal) è sola, ti va di venire con noi?". Perché no?

Arriva finalmente l'ultima settimana di luglio.

Le stanze sono tre, due con i letti matrimoniali e una con due singoli. Noi prendiamo quella con i singoli, ma io ho dimenticato le lenzuola, così uniamo i letti e ci arrangiamo alla bell'e meglio con quelle di Mela.

Mi piace scherzare con lei, piano piano capisco che il suo pudore è solo di facciata.

Mi piace arrivare da dietro, mentre cammina o mentre è stesa a pancia in giù sul letto, e piantarle una sculacciata sul culo. Ha un bel culo, abbondante, ma sodo che produce un’eco. La sensazione sulla mano è bellissima. Ma io rido, è uno scherzo, è tutto per scherzo.

L'abbraccio spesso, la faccio sedere sulle mie gambe, la provoco, ma è tutto per scherzo.

Un giorno abbiamo preso da bere. Siamo in un paesino piccolo, troppo forse. La scelta è scarsa quasi quanto la qualità. Optiamo per due bottiglie di vodka, una alla menta e una alla fragola.

La sera ci inventiamo giochi vecchi, "non ho mai..", "obbligo o verità", ma ci annoiamo in fretta.

Le coppie sono ansiose di buttarsi a letto, intrecciare i loro corpi nudi e gemere forte.

Così io e Mela restiamo sole in salotto, siamo quelle che hanno bevuto di più, ma io non sento nulla di diverso. Lei, invece, non capisco se stia esagerando o si senta davvero così. È su di giri. Io le dico che mi gira la testa e mi sdraio sul divano, appoggiando la faccia sulle sue tette. Lei non si lamenta.

In TV siamo sul canale per bambini. Prima c'era la Casa di Topolino. Poi il trenino Thomas. Ora verrà la Pimpa. Ridiamo, più alcool che comiche.

Ci trasciniamo a letto.

Parliamo di tette, lei mi dice di averne una diversa dall'altra, perciò le chiedo di controllare. È vero. Sono entrambe piuttosto grosse, mi riempiono le mani. Lei ha la pelle d'oca, sento tanti piccoli puntini sotto le dita, rendono quasi ruvida la sua pelle ambrata prima così setosa. Per farla sentire meno a disagio, forse peggiorando la cosa, le suggerisco di controllare le mie, che invece sono più piccole, ma perfettamente uguali.  Molte ragazze le hanno asimmetriche. Io no.

Guardandole i capezzoli duri e turgidi le chiedo se il Rosso (il ragazzo con cui si sente) glieli abbia mai leccati. Lei scuote lentamente la testa, mordendosi il labbro.

"Vuoi provare?"

"Tanto domani non ricorderemo nulla"

Non me lo faccio ripetere.

Mi avvento sulle sue tette, la voglia mi brucia dentro. Sono piccoli e durissimi, la sensazione contro la lingua è straordinaria.

Con una mano le afferro l'altro seno e lo stringo forte, le dita assorbite, permute dentro la sua carne. Lei dischiude le labbra ed inizia ad ansimare. Io sono fradicia, lo sento. La mano destra con cui le stringevo il seno si stacca e inizia a scendere, le dita affondano tra le costole, riemergono sui fianchi, le cosce, e poi risalgo.

Sento sempre più caldo, man mano che mi avvicino. Sono ancora a cinque centimetri dalla sua figa, ma è già umido. Continuo a girare la lingua attorno al suo capezzolo, e sento l'odore che proviene da là sotto.

Finalmente digito. È un fiume, ci remo. Con la poca lucidità che mi è rimasta decido di torturarla un po', passarle le dita avanti e indietro lungo le labbra, rallentando il movimento della lingua. La sento fremere ad ogni movimento, amo questo potere. Poi le mie dita incontrano il suo clitoride. Lei geme, così dolce e così intensa che non resisto più, le infilo due dita dentro e ci cammino. Scosto la bocca dal suo capezzolo, sono legata, un filo di ragnatela tra noi che taglio per scivolare tra le sue gambe. Lei mi ferma, mi preme la testa contro il petto, tirandomi i capelli. Sta venendo per me. Accelero il movimento delle dita e prendo in bocca quanto più riesco del suo seno, succhiando forte.

Il suo orgasmo non tarda ad arrivare, è potentissimo, le scuote tutto il corpo. Io non mi allontano subito, me la voglio godere. La sua figa, che mi mastica ancora le dita, continua a pulsare, stringendole forte dentro di sé. Ha il respiro accelerato. Sfilo le dita, mi accompagna un suo singulto, e dischiudo le labbra, liberando il suo seno.

Restiamo in silenzio qualche minuto, stese una accanto all'altra, nude, con quel profumo inebriante che pervade l'aria.

Poi lei:

"È stato il mio primo orgasmo."

Siamo andate a dormire. "Tanto domani non ricorderemo nulla". Non abbiamo ricordato nulla. E abbiamo ricordato tutto. 

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Helena ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Lerio ha votato il racconto

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Coraggiosa, irrefrenabile e brulicante sotto pelle come un gemito di piacere..;-)Segnala il commento

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Monica Pembrooke ha votato il racconto

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Isa.M ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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RoCarver ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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di Matilde di Folco Portinari

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