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ConcorsiIL TITOLO E ALTRI RACCONTI

Vedo umani, ma nessuna umanità.

Di Cons
Pubblicato il 03/06/2018

In un mondo devastato da cataclismi naturali, gli unici sopravvissuti della razza umana si trovano sull'aereonave "HMS Vauxhall". In attesa che il pianeta si tranquillizzi, la Vauxhall compie un giro perpetuo intorno al mondo.

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«Mancano sedici minuti!»

Tutto l'equipaggio e i passeggeri dell'aereonave si erano riuniti nel salone per attendere il conto alla rovescia.

Io ero al bar e li osservavo da lontano, senza unirmi a loro.

«Quindici minuti! Forza, portate lo champagne!»

Sotto di noi il mondo bruciava.

«Questo posto è una merda.»

Il tizio ubriaco di fianco a me si era svegliato.

«Lo sai una volta...una volta abitavo su un'isola, un'isola tutta mia cazzo! E ora sono qui. Lo sai...lo sai che razza di peggioramento è?»

Come potevo saperlo? Io ero solo un pilota, abitavo in un condominio. Ma ora non avevo più neanche quello, tutto era andato distrutto. Tutto quanto.

Un altro tizio sbucó dal bagno.

«Mi scusi! Mi scusi cameriere! Vorrei un altro manhattan!»

Idiota.

«Guardi che io non sono un cameriere, sono il co-pilota della Vauxhall.»

«A si certo mi scusi, mi può fare un altro manhattan signor co-pilota?» disse terminando con una fragorosa risata.

Irritante.

«Non lo so fare.»

Cosa ci faccio io qui?

«Tsé, va bene allora.» detto questo se ne andò, tenendo una mano salda ai pantaloni così da non farli cadere.

«Mancano dieci minuti signori!»

Era davvero questo il futuro dell'umanità?

«Augustus! Vieni, vieni con me!»

Fatemi uscire di qui.

«Kelsey smettila o così ci perderemo il brindisi! Facciamo sesso dopo.»

Gli unici sopravvissuti al disastro totale: politici, miliardari e facoltosi, gli unici che poterono aquistare il biglietto per la salvezza.

«Ma io voglio scopare adesso!»

Il resto della popolazione mondiale morì divorata dal fuoco.

«Ti ho detto di aspettare maledizione! E poi devo anche fare il pieno.»

Davanti a me si palesò tale Augustus Conway, famoso industriale quarantenne, con al seguito una ragazza piuttosto giovane e piuttosto ubriaca.

«Voglio subito un white russian, in fretta ragazzo!»

Di nuovo?

«Non sono un barista.»

E poi il white russian fa schifo.

«E dove sono i dannati baristi?»

«A fare baldoria o in pausa, non saprei dirglielo.»

«Va bene, allora dammi una bottiglia di vino bianco sottobanco.»

Gli passai la bottiglia.

«Comunque ti vedo un po' teso ragazzo, mai provato a fare più sesso con tua moglie?»

Schifoso pezzo di merda.

«Mia moglie...mia moglie è morta quando i vulcani iniziarono ad eruttare.»

Io non ho fatto niente per aiutarla, ero a spasso nel cielo.

«Ah mi dispiace, comunque qui è pieno di ragazze promiscue. Fossi in te mi farei una cavalcata!»

Non sono riuscito a salvarla.

«Come la sua accompagnatrice?»

È colpa mia se è morta.

«No ragazzo questa è mia moglie, vedi di portare rispetto!»

È colpa mia.

«Dai Augustus mancano cinque minuti! Lo vuoi fare o no questo cazzo di brindisi?»

È colpa mia.

«Si adesso andiamo, tu ragazzo riguardati e fatti una scopata stasera!»

Non c'era più l'ombra di scienza o di cultura nell'umanità, gli unici ad essere sopravvissuti sono gli unici che sarebbero dovuti morire. Ma questa situazione finirà stasera.

«Bene ragazzi mancano due minuti, prepariamoci!»

Il comandante della Vauxhall si avvicinò a me.

«Marcus, vai a dare il cambio a Paul in plancia di comando, siamo sopra le Hawaii e ho paura che quell'idiota finisca in un vulcano.»

«Certo signore.»

Due bussate e Paul aprì la porta.

«Ciao Marcus!»

«Ciao Paul. Ti do il cambio, guido io.»

«Ah...Il comandante non si fida di me vero?» disse dispiaciuto.

«Esattamente, dai vai a berti un po' di champagne che qua ci penso io.»

«Va bene.»

Quasi mi dispiaceva per lui.

«Okay signori, manca un minuto!»

Se voi aveste la possibilità di salvare l'umanità che cosa fareste?

«quarantacinque secondi!»

La lascereste sopravvivere sperando che cambi, oppure cerchereste di eliminarla definitivamente?

«Trenta secondi!»

L'umanità non può cambiare, siamo nati parassiti e moriremo parassiti. Resta solo una cosa da fare.

«Forza signori! Venite tutti sul palco!»

L'annientamento.


«Ci siamo! Dieci!»

Misi l'aereonave sopra il Kiluaea

«Nove!»

Era il momento.

«Otto!»

L'inutile razza umana finirà stasera.

«Sette!»

Brucierá nel fuoco, come sarebbe dovuto accadere tre anni fa.

«Sei!»

Quando la mia dolce Ireen morì.

«Cinque!»

«Hey Marcus! Perché ci siamo fermati?»

«Quattro!»

Presto rivedrò il suo viso, la stringeró a me.

«Tre!»

«Marcus che succede?»

«Due!»

«Marcus apri la porta!»

«Uno!»

«Buon anno!»

Gettai la nave in caduta libera verso il vulcano, si schiantò sulla lava come un sasso su uno specchio d'acqua.

Le grida dei passeggeri erano lontane ed inutili.

Il vetro della cabina si sciolse, un candido e caldo abbraccio di lava mi avvolse.

Poi il buio.



«Marcus.»

«Ireen? Ireen sei tu?»

«Sono io Marcus.»

«Finalmente! Dio solo sa quanto mi dispiace, ti ho lasciata sola quando avevi bisogno di me...mi dispiace non potrò mai essere perdonato per quello che ho fatto!»

«Va tutto bene Marcus, ora siamo di nuovo insieme e nessuno potrà separarci.»

«No mia dolce Ireen nessuno ci separerà ora. Mai più.»

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Simo94 ha votato il racconto

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Dem74 ha votato il racconto

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Piaciuto, bel pezzo. A mio gusto avrei evitato le righe finali dell'incontro tra Marcus e Ireen.Segnala il commento

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