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Narrativa

Vesna - 11

Pubblicato il 22/09/2022

Racconto in quattordici puntate. Esce il giovedì mattina.

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“Hai ragione. La colpa è mia. Mi basta vederti e stare ogni giorno un po’ con te”.

Vesna sentendo quelle parole si rasserena, fa un lungo respiro e sfiorando la mano di Sergio dice: “Grazie”, poi subito dopo aggiunge: “La prossima settimana Lukas parte. Deve andare a Bonn alla sede dell’Istituto. Si trattiene per una decina di giorni”.

Sergio replica: “Possiamo vederci più a lungo…”, e lei: “Sì, ma non a casa, né al parco dietro casa…magari in città, oramai il tempo è buono”.

Nei giorni seguenti, Sergio, dopo tanti mesi, riesce ad essere più sereno. Il pensiero che potrà stare con Vesna più a lungo aiuta le sue serate. Ora ha ripreso ad andare al bistrot, qui incontra i compatrioti e uno di loro gli parla di Ivan, gli racconta che a Dubrovnik è tornato in famiglia e che dice sempre che deve restituire dei soldi all’amico Sergio Nikolic, e che nel giro di un anno conta di sdebitarsi. Ora lavora al mercato del pesce, scarica dai barconi il pescato e lo porta nelle vasche per la vendita. Poi alla chiusura rientra a casa con qualche pesce invenduto e con cento Kuna, la sua paga giornaliera. Sergio gli manda a dire di non preoccuparsi per il debito, che pensi piuttosto a pagare l’affitto arretrato di quando stava a Mestre perché per lui c’è una denuncia fatta dal proprietario.

Nei giorni in cui Lukas è assente lui prende il bus più presto del solito e scende al borgo prima che Vesna sia uscita di casa. L’aspetta nei dintorni e quando lei esce le va incontro, le dà il buongiorno e cammina al suo fianco come fosse il compagno della sua vita. Poi al rientro dalla fabbrica scende al borgo con Vesna, anche se lei non vuole che si fermi lì attorno per aspettare che esca dopo cena.

Ma Sergio insiste, le dice che non può resistere, e lo fa. Quando Vesna esce dopo la cena spingendo la carrozzina col bambino, ha con sé un pacchetto con un panino imbottito per Sergio. Ma ora non vanno a passeggiare nel parco dietro casa, lei non vuole; vanno in un piccolo caffè con i tavolini all’aperto e stanno là, in mezzo alla gente del posto, non tanta per la verità. Parlano, si guardano, e invariabilmente Sergio le dice che la ama, che l’amerà sempre. Vesna in certi momenti sorride e in altri, per l’emozione, diventa tutta rossa e sente gli occhi riempirsi di lacrime.

Lei comunque continua a ripetere che non vuole rovinare la famiglia, che sarà il futuro a decidere di loro, che non devono correre. Sergio le allunga il fazzoletto perché si asciughi le lacrime; è lo stesso che all'interno conserva la traccia delle sue labbra col rossetto.

Il giorno prima del rientro di Lukas da Bonn, Vesna si sente male mentre è in fabbrica. Ha forti dolori al basso ventre tanto da non riuscire a reggersi in piedi. Le compagne del reparto la portano in infermeria e una di loro informa Sergio. Il medico dispone il ricovero e chiama un’ambulanza: secondo lui ci sono i sintomi di un’interruzione di gravidanza. Sergio chiede un permesso e la segue in città, all’ospedale dell’Angelo, dove gli consentono di aspettare il risultato delle visite nella sala d’attesa del reparto di ostetricia. All’ingresso dell’ospedale, all’addetto al controllo, ha riferito di essere il cugino di Vesna, di essere croato come lei e di lavorare nella stessa fabbrica. Dopo quasi tre ore di attesa un medico gli riferisce che Vesna ha avuto un aborto perché era incinta di due mesi; la terranno in osservazione per ventiquattro ore; quindi, verrà dimessa e potrà tornare a casa.

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Questa sventura è un colpo di scena che graffia! Per questi due soli al mondo la felicità è solo riservata dall'accento... attendo il seguito. Ciao Carlo!Segnala il commento

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di carlomariavadim

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