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Narrativa

Vicolo Baiamonte

Di Adriana Giotti - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 19/08/2020

Quando un cono gelato era il simbolo di una condizione sociale.

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49 Voti
Vicolo Baiamonte è una strada senza uscita che, davanti alle alte mura del cimitero dei Cappuccini, s’innesta in Via Cipressi, una viuzza che serpeggia in una delle zone più povere di Palermo, ombreggiata da alberi secolari che svettano oltre la muraglia e abbuiano le casupole basse. Cinquant'anni fa, la mia famiglia viveva in quel vicolo, dove sembrava che la povertà non trovasse via d’uscita e s’accanisse contro i miserabili intrappolati in quel budello di mondo.
D'estate, all'imbrunire, il suono argentino di una trombetta in avvicinamento, annunciava l'arrivo dello zù Gino. Due strombettate, intervallate dall’urlo “GELATI”, penetravano nel vicolo qualche secondo prima che apparisse il carretto decorato con il tettuccio verde e sgargianti disegni sulle fiancate: fragole, limoni, fiori di vaniglia, chicchi di caffè. Una delizia per gli occhi di tutti, un anticipo di piacere per pochi, un tormento per i tanti per i quali era già un lusso saziare la fame.
Due grandi ruote sostenevano il peso del carretto, cinto dagli assi a cui i bambini si aggrappavano per spiare i cinque coperchi di alluminio che lo Zù Gino apriva e chiudeva con fragorosa maestria. Nella parte posteriore, il carretto era imperniato a una bicicletta, da cui lo zù Gino balzava giù con insospettata agilità. Il suo pingue addome traballava, mentre con voce minacciosa agitava le braccia come clave, per cacciare i curiosi che barravano il passo ai pochi clienti.
Per i piccoli spostamenti il gelataio spingeva a mano il carretto, per tratti più lunghi usava i pedali. Tuttavia, non si addentrava mai nel vicolo, si fermava all’ingresso e lasciava fosse il tramestio prodotto dal suo arrivo a richiamare i privilegiati.
La sosta del carretto scatenava il pandemonio nel vicolo, e dava inizio alla replica, su scala ridotta, di un dramma quotidiano. 
I bambini lasciavano in asso i loro giochi, e si precipitavano dai genitori a reclamare il gelato. I più piccoli urlavano disperati contro le madri che scuotevano la testa, come se volessero scrollarsi di dosso le manine avvinghiate alle loro gambe. I più ostinati reagivano con rabbiose accuse all’ulteriore rinvio di un premio promesso e mai consegnato. I più grandi si accontentavano di guardare il cono che spariva sotto le deliziate slinguate dei golosi, e aspettavano pazientemente che il carretto lasciasse il vicolo.
Anche i genitori avevano la loro parte. C’erano quelli che, con studiata lentezza, sfilavano verso il carretto, tronfi di dimostrare ai vicini che potevano persino appagare le voglie superflue dei figli. Molti erano costretti a correre per acciuffare i bambini e riportarli in casa, sotto la gragnola degli sguardi altezzosi dei più fortunati. Alcuni si precipitavano a chiudere l’uscio di casa, per evitare a sé stessi e alla prole l’ennesima umiliazione.
L’ordine nel vicolo si ristabiliva solo quando l’ultimo morso al cono cancellava ogni traccia del passaggio del carretto dello zù Gino. 

Solo allora scompariva la distanza tra quelli che credevano di essere ricchi, perché potevano permettersi di spendere ogni giorno 10 lire di gelato, quelli che si sentivano ricchi di tanto in tanto, e quelli che sapevano di essere poveri. 

I bambini tornavano a giocare in strada e le madri a sedersi sugli usci in cerca di refrigerio in quel vicolo chiuso, dove la vita scorreva come dentro una bottiglia di vetro.

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Luciano Rossi ha votato il racconto

Esordiente

Racconto perfetto. Contenuti umanissimi, forma senza una sbavatura. Atmosfera!Segnala il commento

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aldoviano ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Me l'ero perso, scusa. Un racconto veramente bello e scritto con il cuore. Mette brividi il finale, in cui riavvolgi il nastro e tutto si riassorbe dentro una bottiglia di vetro. E' la tua lampada di Aladino, da cui fai sgorgare quietamente un mondo di povertà e di differenze sociali, di piccoli piaceri e di sofferte rinunce, di colori e di sapori. Un mondo perduto, senza nostalgie o risentimenti, osservato con animo pacificato Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
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Valentinacomesai ha votato il racconto

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Naoomi ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Un racconto netto, chiaro più di un film. Hai scatenato ricordi sopiti che ora affiorano e spumano come onde di mare, reclamando la loro bellezza. Ah, il carretto del gelataio, arrivavo sempre in ritardo sulla crema e cioccolata, quando riuscivo a raccattare i pochi spiccioli da nonna, mamma e zia! Complimenti, straordinaria!Segnala il commento

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SteCo15 ha votato il racconto

Scrittore

Non ho nulla da aggiungere a quanto già ottimamente commentato dagli altri "colleghi e lettori", ma mi fa piacere testimoniare il piacere e le emozioni provate in questa lettura.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente
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Sira ha votato il racconto

Esordiente

Uno scorcio del passato che scorre davanti agli occhi e che lascia forti emozioni impresse nel cuore! Descrizioni meravigliose! Davvero un bellissimo racconto! Complimenti! :-)Segnala il commento

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Ilyn Peyn ha votato il racconto

Esordiente

C'è poco da aggiungere ai commenti precedenti, lascio il mio voto dicendoti che, come sempre, usi immagini originali che evocano sentimenti veri, a cui molti possono aggrapparsi – per di più, usando queste descrizioni uniche, dipingi un quadro collettivo. È notevole, veramente. Segnala il commento

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terrybu ha votato il racconto

Esordiente
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Jean per Jean ha votato il racconto

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Graziano ha votato il racconto

Esordiente
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Amid Solo ha votato il racconto

Esordiente
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albertomineo ha votato il racconto

Esordiente

Non ti dico molto, solo che ho sentito i suoni, i sapori e il caldo siciliano che conosco bene, anche se sono irrimediabilmente nordico. Leggerti è sempre emozionante, brava.Segnala il commento

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

proprio bello, si vivono chiaramente i personaggi nella propria testa... i tempi e la dinamica dei concetti sincronizzati... una bomba a orologeria esplosa nella chiusa "refrigerio" con "bottiglia di vetro"... dove devo firmare per passarti scrittrice ?Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

squisito ... hai sollevato ricordi sopiti Segnala il commento

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Laria982 ha votato il racconto

Esordiente

A tratti ho ricordato il "mio" gelataio, quando passava col carrettino che non poteva contenere più di sei gusti, a tratti mi è tornato in mente il romanzo di Stefania Auci, I leoni di Sicilia, ma non saprei dire per quale motivo... forse per i vicoli e i sobborghi di Palermo... In ogni caso, bello; scorrevole e attento. (Grazie per il tuo commento al mio brano!!)Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Arrivo tardi. È stato detto già molto nei commenti, che sposo. Mi limito a dirti che lo farò leggere ai miei figli. Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

A Napoli sono nato anch'io in un quartiere popolare e il tuo racconto mi ha riportato ai tempi agro-dolci della mia fanciulleza. Grazie. Segnala il commento

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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

L’immagine da cui nasce tutto è quella della bottiglia di vetro che contiene un mondo. Il tuo racconto è la bottiglia di vetro che offre a noi lettori un incredibile mondo in miniatura, una sorta di mondo delle bambole a rovescio, un presepe attorno alla miracolosa apparizione del gelataio che mette in subbuglio gli animi e le vite. Dopo aver costruito per il lettore uno di quegli oggetti di vetro con dentro un paesaggio e la neve depositata a terra, la tua scrittura ha scatenato la neve per mostrare le tensioni e le forze nascoste dentro il piccolo mondo. Un’epifania potente, sospesa tra echi verghiani e pirandelliani. Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Cara Adriana, ci hai regalato tante cose: una bella lettura, un vero racconto dal passo antico, un affresco, una riflessione sociologica... Un vero piacere.Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Non mi resta che unirmi agli altri commenti, nulla da aggiungere a ciò che è già stato detto. Hai raccontato (benissimo) l’arrivo del gelataio, che dovrebbe rappresentare una festa e invece mette in evidenza le differenze sociali, che esistono oggi come allora, d’acchito mi vengono in mente le mense scolastiche, che non molto tempo fa sono state al centro di prese di posizione a dir poco vergognose. Una nota a parte merita il gelato siciliano, che secondo me non ha eguali.Segnala il commento

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Danilo Gori ha votato il racconto

Esordiente

delicatissimo, complimenti Adriana. Commovente, quante cose si manifestano all'arrivo dei gelati. Ciao!Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Ho apprezzato molto l'architettura del racconto, e l'equilibrio della tua narrazione, che riesce a trasmettere la complessità del "tema" che affronti, senza mai perdere la propria tonalità di affresco sociale, e senza ideologizzarne gli esiti. Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Esordiente

quasi un esperimento sociale: un vicolo in una delle zone più povere di Palermo, introduci la variabile "gelati"e stai a vedere quel che succede (e scopri che il vicolo è a sua volta diviso in microaree dove la povertà si accanisce diversamente). la scrittura è cremosa come quei gelati. (lo zù Gino è a volte maiuscolo e a volte minuscolo - per scelta?)Segnala il commento

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Elkele ha votato il racconto

Esordiente

Hai parlato del gelato e della vita, hai detto tutto, a me piaciuto tanto. Ah...quando dici zù Gino devi mettere " u zù Gino" no "dello" o chissà che articolo. Devi mettere "u" o "o". Un abbrasso grande e daccene ancora! Segnala il commento

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mariorima ha votato il racconto

Esordiente
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Helena ha votato il racconto

Esordiente
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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente

Un ottimo stile narrativo mi è molto piaciuto, complimenti Adriana!Segnala il commento

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omALE ha votato il racconto

Esordiente

Il mondo ad un sguardo distratto appare sempre uguale ieri come oggi le solite Disuguaglianze sociali ma se cerchiamo scopriamo che le apparenze ingannanoSegnala il commento

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Roberta Spagnoli ha votato il racconto

Scrittore

Grazie Adriana! Il tuo pezzo così denso di sfumature, di particolari, di ricordi, di pensieri arricchisce tutti noi.Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Un vero tuffo al cuore Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Hanno già detto tutto. Applausi :)))Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

In poche righe racconti la Sicilia e tramite quel vicolo cieco e la disperazione dei poveri e dei meno poveri o dei privilegiati ma anche di tutti noi nell’illusione di preservare la dignità umana senza sempre comprendere di essere nella stessa barca. La figura del gelataio in questo caso, diventa involontaria metafora di un piccolo potere che non può ignorare, lui stesso costretto a sopravvivere e quindi a selezionare . Un racconto stupendo e duro che rappresenta molto di più. In fondo rappresenta tutti noi. Complimenti.Segnala il commento

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Sonia Jurlina ha votato il racconto

Esordiente

Quante cose succedono in pochi minuti. Molto bello.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Un racconto che sul piano stilistico rasenta la perfezione. Ho trovato molto interessante il passo: "quelli che credevano di essere ricchi, perché potevano permettersi di spendere ogni giorno 10 lire di gelato, quelli che si sentivano ricchi di tanto in tanto, e quelli che sapevano di essere poveri", perché introduce il lettore allo studio del tema della differenza tra ricchezza (o povertà) percepita e ricchezza (o povertà) reale. Complimenti!Segnala il commento

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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Quando ero piccola io in Argentina passava col carretto quello che affilava i coltelli, ma entrava e usciva senza creare queste divisioni. Nel tuo racconto, invece, il gelato diventa un simbolo, uno spartiacque. Da un lato chi lo brama a bocca asciutta, dall'altro chi lo gusta e si burla degli altri. Mi piace la delicatezza con cui hai descritto la povertà, senza melodramma, ma sei riuscita comunque a commuoverci tutti. Personaggi descritti con pochi tratti ma efficaci, perché non importa chi sono ma cosa rappresentano. Bello, davvero. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Complimenti Adriana, il tuo racconto mi ha emozionata e commossa. Segnala il commento

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esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

quanto equilibrio nella tua scrittura. in pochi minuti si anima un mondo, un terremoto sociale che ruota intorno a un semplice gelato. che bella misura, raccontare fette di Sicilia senza cadere nella trappola del camillerismo.Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

Bravissima :)))Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Si comprende bene il livello di povertà. L'hai tratteggiato mirabilmente. E i riti e i linguaggi sociali della differenziazione in microclassi.Segnala il commento

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Paolo Basso ha votato il racconto

Scrittore

bella testimonianza d'epoca che porta inevitabilmente a riflettere sul nostro presente (e il discorso su diseguaglianze e coscienza di classe sarebbe lungo da fare)Segnala il commento

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Una meraviglia questo tuffo nel passato, a recuperare una memoria che è anche la mia, con la variante di Lino al posto dello zù Gino. E come sempre, quando si parla di cose che ci appartengono, la narrazione si ammanta di poesia.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

La descrizione di un sentimento collettivo. Bellissimo racconto che regala sincere emozioni. Complimenti Adriana!Segnala il commento

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di Adriana Giotti

Scrittore
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