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Romance

Visioni notturne

Di Maurizio Donini - Editato da Maurizio Donini
Pubblicato il 13/12/2020

Hai sognato o era reale? Impossibile lo fosse davvero, o forse sì? E se fosse accaduto davvero?

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L’hotel a quell’ora della notte era immerso nel silenzio, i corridoi ovattati di moquette non restituivano alcun suono, l’ascensore arrivò silenziosamente al piano terra e Grace si diresse verso l’entrata della piscina, superato l’atrio illuminato solo da una piccola lampadina al neon cercò a tentoni l’interruttore delle luci, ma si bloccò sentendo della voci, convinta che fosse deserta a quell’ora invece dalla piscina rischiarata dalle luci esterne che filtravano dalla parete a vetri, risuonavano distintamente, anche se non perfettamente intelligibili, delle voci allegre e delle risate sommesse. Grace si fermò indecisa sul da farsi, l’idea di farsi una nuotata in solitario e di poter svuotare la mente nella solitudine della notte era evidentemente svanita e stava per tornare sui suoi passi quando le risate e le voci si trasformarono in un silenzio rotto solo da gemiti eccitati, timorosa di far sentire la sua presenza, imbarazzata dall’intrusione, ma bloccata dalla curiosità e dall’eccitazione della situazione arretrò un paio di passi per essere sicura di non essere vista, i gemiti e le voci erano sempre più acuti, stava decidendosi a forza ad andarsene quando un soffio di alito caldo le fece capire che non era sola, lo spavento le bloccò un urlo spontaneo che le saliva dal petto, una voce calda e profonda alle sue spalle le disse:

“Bellissimo non è vero?”, Grace fece per voltarsi, ma la voce dello sconosciuto nell'ombra la bloccò con autorità

“Ferma! Ascolta due ragazzi che fanno l’amore non trovi che sia bellissimo?”

Lo sciabordio nell’acqua stava a dimostrare in maniera inequivocabile quello che stava succedendo.

Le mani di lui le fecero scendere l’accappatoio dalle spalle e la sua bocca si appoggiò lievemente sulla spallina del costume intero che indossava, raggelata dalla paura e parimenti eccitata dalla situazione, pervasa da un improvviso calore, era incapace di alcunché, la bocca di lui, sempre sfiorandola, percorse la spalla e il collo raccogliendo con le labbra le piccole goccioline di sudore che le scendevano dalle tempie,

“A presto” – mormorò l’uomo e con la sua bocca si avvicinò a quella di Marian che non riuscì a ritrarsi come avrebbe voluto, solo un lieve tocco fra due bocche assetate, al contatto una sferzata di calore come mai aveva provato le percorse il corpo e un attimo dopo lui, così come era apparso, era sparito.

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Barbara ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

L'idea non è male, ma l'incipit di sette righe filate, senza interruzioni - seguito poi da altre nove righe, altrettanto filate - non regge alla "lettura" : troppe descrizioni che si accavallano, smorzandosi l'un l'altra, impastando la lettura e l'interesse per quello che sta succedendo. Idem per la seconda parte, che vorrebbe creare una tensione erotica, mentre continua a "smorzare" ... Credo che dovresti "asciugarlo" e modularne il ritmo, introducendo delle pause, per risvegliare l'attenzione del lettore, se non altro. Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

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sage ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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di Maurizio Donini

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