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Narrativa

Vita

Pubblicato il 05/09/2020

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45 Voti

Arturo arriva per ultimo, e dal vestibolo vede gli altri già sistemati attorno a un tavolo.

Fabio, Enrico, Paolo, Yuri. Hanno lasciato un posto vuoto per lui.

Ai tempi del liceo erano un quintetto indivisibile, e nemmeno la vita li ha separati. Cambiati un po’, sì.

Fabio, che tra tutti era il più scatenato, ora è primario di cardiologia, un medico stimatissimo. In questo momento non si direbbe, sembra piuttosto un bambino, ha un’espressione indecifrabile tra l’imbarazzato e il furbetto. L’abito di taglio perfetto nasconde qualche chilo di troppo.

Alla sua destra, a un’estremità del tavolo ovale, c’è Yuri. La sua manona regge in alto il calice del vino rosso, mentre tutto il viso si scompone in una risata. Yuri è il meccanico di tutti loro, la sua officina un punto di riferimento.

E quello spilungone di Enrico, che non gli daresti due soldi e invece è un principe del Foro? È spesso di cattivo umore, ma stasera sembra a suo agio, abbozza anche un sorriso mentre una mano di Yuri si abbatte sulla schiena di Fabio.

Paolo è seduto all’altro capo del tavolo, alla sinistra di Enrico. Per Arturo, Paolo è lo psicologo migliore del mondo. Sembra che abbia dieci anni meno degli altri, tanto il suo viso è disteso. Se ne sta zitto e osserva, uno sguardo che abbraccia. Ora si passa una mano tra i capelli lisci, ancora poco brizzolati. Un gesto consueto per lui, lo caratterizza. Anche mentre lavora, mentre ascolta i suoi pazienti, lo ripete spesso.

Naturalmente è Paolo ad accorgersi del nuovo arrivato. Si alza, gli va incontro: “Arturo, finalmente!”.

Paolo l'abbraccia, lo tiene stretto al suo corpo magro. Arturo si rammarica: non si vedono da troppo tempo, quando è stata l’ultima volta? Tre mesi fa, a giugno, erano usciti in barca. La pilotina planava sulle onde che era una meraviglia, le mogli gridavano e ridevano per gli spruzzi. Antonella la sera era tutta abbronzata, aveva detto che non si era mai divertita tanto e che voleva rifarlo presto. Ma non erano stati più invitati. per qualche motivo Miriam, la moglie di Paolo, non si era trovata bene. Però lì per lì non sembrava.

Anche gli altri si alzano. Si scambiano abbracci e pacche sulle spalle. Enrico e Fabio frequentano la casa di Arturo con regolarità. Yuri no, ma Arturo va spesso a trovarlo in officina quando finisce nelle stalle. Arturo è veterinario e lavora sul territorio. Un lavoro sporco, dice sempre ridendo. A volte finisce nel primo pomeriggio, altre volte la sera tardi. Yuri con la sua officina lo attrae come una calamita, tanto c’è sempre, a qualsiasi ora. Quando Arturo arriva, Yuri smette di lavorare e va al frigo a prendere due birre. È attrezzatissimo, in ufficio oltre il frigo ha anche un lettino dove può stendersi a riposare di tanto in tanto. Stanno insieme per una mezz’oretta, parlano di qualcosa, di niente. Poi Arturo se ne va. Yuri è snello e muscoloso, sembra una statua. Ti offre un tricipite e ti dice: “Tocca ferro”. Ha una moglie grassa e quattro figli maschi, tutti grassi come la madre.

Paolo, esile e delicato, prende Arturo sottobraccio; lo accompagna al tavolo e siede alla sua destra.

“Allora Arturo, quanti vitellini hai fatto nascere oggi?”

“Sta’ zitto Paolo. A fine giornata ho avuto un parto difficilissimo, per questo ho fatto tardi. Quella povera bestia ha patito l’inferno, il vitello era troppo grosso e proprio non voleva uscire. Una fatica della malora. Prima o poi mi verrà un infarto!”

Enrico ha sentito, fa una smorfia disgustata: l’immagine della mucca che partorisce non la sopporta proprio. Ma non dice niente, gli basta stare lì seduto accanto a Paolo, sentire il calore della sua vicinanza. Potrebbe rimanere così per sempre.

Dall’altra parte del tavolo Yuri dice: “Allora, cosa ordiniamo? Qui cucinano bene l’agnello fritto!”

L’ha detto apposta per fare innervosire Enrico, che è vegetariano.

Enrico lo guarda male, non apprezza questi scherzi.

Arriva la cameriera, distribuisce i piatti declamandoli. Risotto alla rapa rossa e radicchio tardivo, mantecato con parmigiano “vacche bianche” invecchiato 36 mesi e burro di alpeggio. Sopra, una spolverata croccante di noci e scorze essiccate di mele della Val di Non.

Per qualche minuto c’è silenzio attorno al tavolo. Annusano, assaggiano. Poi la voce forte di Yuri:

“Secondo voi quand’è che un uomo scende per primo dall’auto e va ad aprire la portiera della donna?”

Tutti aspettano rassegnati la risposta, Yuri ha la fissa delle barzellette. E puntualmente si risponde da solo:

“I casi sono due: o la macchina è nuova, o è nuova la donna!”.

Fabio si blocca, la forchetta a mezz’aria. Pensa che non è vero, il tempo non cancella certe abitudini. O meglio, la confidenza non cancella certi gesti: proprio poche ore prima, quando ha riaccompagnato a casa Antonella, la moglie di Arturo, ha aperto lo sportello prima a lei, poi alla nuora.

La segretaria gli aveva portato il cordless durante una visita. Chiamata urgente.

Pronto?

Fabio, dovresti venire subito

Mi spiace, signora. Sto lavorando, ho ambulatorio

(Che scemo, era andato tanto in confusione da darle del lei).

Lo so, caro. Non te lo chiederei, se non fosse importante

Mi dica – ormai doveva continuare così - che succede?

È per mia nuora. Sta male, è svenuta. Cosa devo fare?

In questo caso è diverso, la raggiungo subito. Dove siete, a casa?

No, no, siamo sul lungarno Buozzi

Mi dia 10 minuti.

Aveva avvistato Antonella da lontano. Era di spalle, ma lui l’avrebbe riconosciuta anche coperta da un burka. La ragazza, Ilaria, era seduta sul marciapiede, con la schiena appoggiata al muretto. Era piuttosto pallida. Lei intanto - Antonella, l’amore suo - stava piegata sulla nuora e le faceva vento con un fazzoletto di lino. In quella posizione la stoffa della gonna si era sollevata, mostrando il magnifico incavo del ginocchio e buona parte delle cosce. Fabio aveva avuto un capogiro.

Si era accucciato per controllare il polso della ragazza. Tutto sommato era più regolare del suo.

Credo che tu abbia bisogno di essere un po’ reidratata - aveva detto a Ilaria - ma non direi che sia il caso di ricoverarti. Ce la fai a camminare fino alla mia macchina? Vi porto a casa e controlliamo meglio.

Per carità, non posso fare un passo!

Ah. Non credevo che tu stessi ancora così male, scusa. Vado a prendere la macchina e la porto qui davanti (aveva guardato Antonella con occhi supplici, voleva toccarle almeno una mano. Lei non si era mossa).

Mentre l’aiutavano a salire in macchina, Ilaria si lamentava piano e tendeva ad afflosciarsi sulle ginocchia.

Povera stella, sta così male - stava dicendo Antonella E intanto le sue mani affusolate lisciavano piano la stoffa della gonna, dall’attaccatura delle cosce scendevano giù fino all’orlo, una decina di centimetri sopra il ginocchio.


“Un euro per i tuoi pensieri, Fabio!” Enrico lo guarda e sorride, mentre dà un colpettino sul braccio di Paolo.

“Oh, scusate, stavo pensando a un caso un po’ complicato che ho dovuto risolvere questo pomeriggio”.

Che poi, un po’ complicato il caso non era davvero. Era venuto fuori che Ilaria aveva una vescica al piede destro provocata dalle décolleté troppo strette, tutto qui. Il dolore che provava nel camminare le aveva fatto perdere i sensi. Solo Antonella avrebbe potuto chiamarlo per una sciocchezza del genere. Lei quando ci sono in ballo figli o nuore non capisce più niente.


Al tavolo, Yuri sta già ridendo alla battuta che ancora non ha detto. Passa il cellulare ad Arturo, che siede alla sua sinistra: “Leggete questa, è roba vera eh, scritta sulla locandina del Corriere di Mezzogiorno, me l’ha postata un mio amico!”

TROMBA MARINA PER UN QUARTO D’ORA.

Ridono tutti meno Fabio.

Antonella aveva aiutato Ilaria a stendersi sul divano, poi con tutta naturalezza, come se fosse normale, aveva fatto un cenno a lui, che la seguisse in camera. Anche per lui era stato quasi naturale, comunque improrogabile. Tanto Ilaria si era subito addormentata. Aveva anche pensato che era di casa, era uno di famiglia. Dopo sì, un pochino gli era dispiaciuto. Ci sono formalità che andrebbero rispettate. Quella era la camera del suo migliore amico. Gli voleva tanto bene, ad Arturo.


Enrico sta proponendo di ordinare il secondo.

Yuri non aspetta altro, grida: “Vorrei due fiorentine, una di mezzo chilo e una di diciotto anni!”

“Dai Yuri, dacci un po’ di respiro – sorride Paolo – e raccontaci qualcosa. Come stanno i ragazzi?”

“E tua moglie?” È stato Enrico a chiedere, acido.

Gli altri si guardano, mentre Yuri inizia a rispondere piano, gli occhi sul tavolo: “I ragazzi stanno bene, crescono belli come il su’ babbo. Marco, quello più piccolo, ha cominciato le professionali. Così poi mi aiuterà in officina. È un bravo figliolo, meglio di me alla sua età, questo è sicuro.”

Fa una pausa, e Paolo ne approfitta subito, si inserisce - ti assomigliano come gocce d’acqua, di certo faranno impazzire tutte le ragazze, proprio come facevi tu.

Ma Yuri non ci casca, è permaloso. Ora alza il tono della voce: “Della mi’ moglie cosa volete sapere? Se è dimagrita, se è diventata bella?”

“Dai Yuri, non prenderla male ...”

“Oppure volete sapere se è contenta quando torno a casa, se viene a darmi un bacio? O se ha imparato a cucinare? No, non sembra contenta e no, non cucina. Quando arrivo la trovo sempre affondata in una poltrona che per miracolo la contiene ancora. Però conosce tutte le serie tv: di questo parliamo, in casa. Soddisfatto Enrico?”

Paolo dice: “Yuri dai, sei forte, sei un buon marito. Nessuno qui vuole criticarti. Poi hai appena detto che i tuoi figlioli sono ragazzi in gamba. In fin dei conti li ha cresciuti lei, tu passi 20 ore al giorno al lavoro. In qualcosa è stata brava, no? Forse nella cosa più importante”.

Yuri scuote la testa senza parlare. No, la cosa più importante è Antonella che passa da lui in officina, la mattina presto. Arriva, va subito a prendere il telecomando e fa scendere la saracinesca dell’officina. Poi lo precede verso il lettino mentre inizia già a spogliarsi. Si sdraiano uno sopra all’altra, belli come due attori.

Questa è la cosa importante, Paolo - vorrebbe urlarlo, Yuri -, Antonella che fa l’amore come fosse la fine del mondo. Lui dopo le chiede: Perché vieni da me, in questo posto sudicio? Lei risponde Perché mi piace il tuo odore, è acuto. E mi eccita l’odore dell’olio dei motori. E soprattutto mi diverto. Antonella che ogni volta gli dice questo gettando indietro la testa.


Yuri si volta di scatto a sinistra: “E la tua di mogli, Arturo, come sta?”

Arturo non sa come rispondere, Yuri lo guarda cattivo.

Prende tempo bevendo un sorso di vino mentre pensa ad Antonella, che si sveglia tutte le mattine alle 6 per mettere la casa in ordine, così quando arriva la domestica può pulire per bene. Poi esce presto, va a fare la spesa, prepara cose buone. Pensa che la trova sempre a casa, al ritorno. Elegante, truccata. Sempre affettuosa con i figli. Poi pensa ad Antonella a letto: bella, disinibita.

Gli spiace tanto per Yuri, per la sua moglie grassa e scontenta. Posa il calice, abbassa gli occhi sul piatto, dice solo: “Sta bene, grazie”.

Yuri si versa da bere. “Sentite questa – dice con gli occhi sullo schermo dello smartphone - pare che sia stata affissa sul portone di un palazzo a Trapani: DUE APPARTAMENTI CONTIGUI IN VENDITA AL TERZO PIANO. BELLISSIMA SOLUZIONE. LA SIGNORA DEL SECONDO PIANO LA FA VEDERE A TUTTI”.

Ride forte, poi tossisce. Il vino gli è andato per traverso, è paonazzo. Nessuno dice niente.

Arriva la cameriera a distribuire il secondo piatto. “Pecorino Pascoli di Pienza media stagionatura alla piastra con verdure di stagione alla brace. A lato, tre salse di accompagnamento: una maionese fatta con tuorlo cotto, aromatizzata con pepe verde e una grattugiata di zenzero; una riduzione di balsamico di Modena IGP profumata appena con pochissimo succo di mango; una salsa verde molto semplice, con olio extravergine, lime e peperoncino jalapeno coltivato nel nostro orto. Vi consiglio di provarle in quest’ordine”.

Ciascuno guarda il proprio piatto. “Che bello – dice Enrico -, che colori. Sembra un quadro. Diciamo la verità, questo ristorante non ci delude mai”.

Sono tutti d’accordo. Parlano forte del cibo e del vino.

Arturo li osserva, di nuovo li passa in rassegna uno ad uno. Yuri, una vita intera trascorsa in officina. Fabio, separato, solo, che ha sempre voglia di passare le serate con lui e Antonella, come se fossero la sua famiglia. Enrico, innamorato di Paolo dai tempi del liceo, inacidito dalla fatica di nascondere una omosessualità che sanno tutti. E Paolo, il più caro.

Vorrebbe che qualcuno di loro gli dicesse che è felice.

“Come stai Paolo?”

“Sto bene, Arturo”

“E con Maria come va, tutto bene?”

“Avanziamo con cautela, camminiamo sulle uova. Capisci cosa voglio dire. Ciascuno attento all’altro, com’è normale che sia. Dopo vent’anni – sorride - tanto affetto al posto di tanta passione, lo sai anche tu com’è.”

No, lui non lo sa com’è. Ma come potrebbe dirglielo - ah, mi dispiace, tra me e Antonella c’è sempre il fuoco dei primi tempi?

Vorrebbe fare qualcosa prima che la serata finisca. Dire a tutti che gli dispiace, per esempio. Che è solo questione di fortuna e lui non ha fatto niente per meritarsela. Che alcuni di loro ne avrebbero avuto più diritto. Vorrebbe abbracciarli, dire “Vi voglio bene”, ma chissà quanto lo prenderebbero in giro.

Fa un cenno alla cameriera, chiede la carta dei vini. Le bisbiglia: “Ci porti un Cristal del 2013, per favore. Ah, lo metta in conto solo a me”.

Arrivano i calici, viene versato lo champagne.

“Cosa festeggiamo – chiede Fabio - ho dimenticato qualcosa?”

“No, è che volevo”

“Forza ragazzi, alziamo i calici, che Arturo deve dirci qualcosa!”

“No, niente di che”

“E dai, non tenerci sulle spine!”

“Davvero, Yuri, non è niente di che. Però che bel gruppo che siamo! Dopo tutti questi anni…Vabbè, forse ho bevuto un po’, ma via, un ultimo sforzo: tutti in piedi!”

Le sedie si spostano, tutti sono in piedi con il calice in mano.

“All’amicizia, al tempo che passa, alle cose che restano!”

I bicchieri si incontrano sopra il tavolo, i vetri vibrano acuti: “Viva!”

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Walter Nardone ha votato il racconto

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LaborLimae ha votato il racconto

Esordiente

Però che bel gruppo che siamo!Segnala il commento

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ipa ha votato il racconto

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Alessandro Massa ha votato il racconto

Esordiente

Mi è parso di vederli tutti in faccia :) Segnala il commento

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StefanoS ha votato il racconto

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Hollyy ha votato il racconto

Esordiente

Bella, la memoria...Segnala il commento

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antoebasta ha votato il racconto

Esordiente

Ancora una volta Silvia ci conduce con abile maestria nel dedalo intricato dei rapporti umani, nelle contraddizioni che convivono dentro di noi. In fondo siamo perfetti sconosciuti anche a noi stessi! Scrittura splendida, come sempre. Brava! Segnala il commento

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terrybu ha votato il racconto

Esordiente

Conquistato spazio! Bravissima!Segnala il commento

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Lerio ha votato il racconto

Esordiente

Personaggi sempre ben caratterizzati. Dialoghi che apprezzo, che sento molto vicini. Anche le tematiche mi affascinano. Mi sono innamorato di Antonella!Segnala il commento

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Cate24 ha votato il racconto

Esordiente
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Maiolo Mario ha votato il racconto

Esordiente
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Tiziana Fraterrigo ha votato il racconto

Esordiente

Antonella comune denominatore e passione. Amo questo racconto e come riesci a creare realtà tangibili. Segnala il commento

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Paolo Basso ha votato il racconto

Scrittore

Nella tua scrittura molta misura e controllo, nello stile come nelle situazioni raccontate, castelli di carta di apparente armonia pronti a crollare. Sei abilissima a creare tensione mettendo in scena la fragilità nascosta in ogni ambito della vita, il precipizio dietro l'angolo, la porta che tiene fuori l'inferno. Sarebbe interessante provare ad aprirla quella porta... Sempre bello leggerti.Segnala il commento

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mariomonfrecola ha votato il racconto

Esordiente

Bravissima Silvia! Quando intorno ad un tavolo si riuniscono gli amici, mi balza alla mente "Gli anni più belli" di Gabriele Muccino. Lho visto di recente e il tuo emozionante racconto mi ha ricordato il suddetto film. Comunque, storia lineare e profonda, brava la nostra nuova Scrittrice!Segnala il commento

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Ci sono spesso, nelle grandi amicizie che si trascinano negli anni, delle asimmetrie emozionali, dei nodi irrisolti e una tristezza di fondo che ha a che fare con l'invecchiare e con i conti sempre aperti con la vita. Il tutto è mirabilmente espresso con tocchi essenziali e qualità descrittiva. Complimenti.Segnala il commento

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MMarianella ha votato il racconto

Esordiente

Mi ha ricordato molto una delle classiche pellicole nostrane in cui i legami rimangono gli stessi, anche se il tempo muta (Arturo ovviamente col volto di Accorsi). Molto bello! Sembra quasi di essere lì con loro.Segnala il commento

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Rosnikant ha votato il racconto

Scrittore

Silvia, riesci a plasmare le parole a tuo piacimento facendone materia per svelare i rapporti umani: il sentire dei personaggi emerge dall'apparente normalità, dai dialoghi, dai loro pregi e difetti e, sempre, la vita, con le sue trappole, la fa da padrona! Davvero complimenti, non c'era bisogno della promozione perché ci si accorgesse della tua bravura, certo ora hai molte più frecce nella faretra per i tuoi bersagli e fare centro è un'arte che ti riesce alla grande! Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Arrivo tardi ma parto con vantaggio. È proprio così. La relatività dei sentimenti, anche di quei legami, stretti quasi dallo stesso cordone ombelicale. Rivedo scene vissute. Gestisci i personaggi, e i loro tratti, li crei, li generi, li partorisci, li educhi, e ce li fai conoscere a microfoni spenti davanti a un buon rosso, senza descrivere. Complimenti per il passaggio, ma era questione solo di tempo Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Davvero bello, Silvia, sei molto brava a "narrare la convivialità" , facendo emergere la "sostanza" di ogni personaggio, in maniera leggera ma "conistente". E poi, complimenti per il tuo passaggio, nessuno se lo meritava più di te. E poi...ti invidio un po' per le 14.000 battute che puoi usare. Segnala il commento

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MargheMesi ha votato il racconto

Esordiente

L'insostenibile leggerezza dell'essere! Complimenti sopraffina Scrittrice!Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Film d’amore e d’amicizia, malinconico, irrisolto. Un equilibrio minato da una serie di incongruenze che sembrano non influire sui rapporti dei cinque amici, eppure si avverte dell’imbarazzo, una sorta di -io so che tu sai che io so- sdrammatizzato dalle battute di Yuri. piaciutissimo, I dialoghi sono azzeccati e la trama ben orchestrata, complimenti alla neo scrittrice:)Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Bellissimo racconto. Congratulazioni Silvia Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Arrivo in ritardo su questo racconto leggero dolce malinconico. Complimenti, anche per la promozione! Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Un racconto pieno, con varie microstorie che s'intrecciano, ben gestite. Con quella malinconia velata delle vite all'apice e che cominciano a volgere pianissimo al tramonto.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

Scritto con maestría e grazia ... un cin per la bravissima “scrittora” che sei :)Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente

Ottima narrativa, bravissima!!Segnala il commento

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Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore
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Roberta ha votato il racconto

Esordiente
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Naoomi ha votato il racconto

Esordiente

Congratulazioni!:)Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Congratulazionimeritatissime cara Silvia 💜Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore

Che bello spaccato di Vita! Per il resto, tutto meritato. Brava.Segnala il commento

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Laure h ha votato il racconto

Esordiente
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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Super complimenti per una promozione super meritata, come dimostra anche questo bel racconto corale!!Segnala il commento

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

buoni festeggiamenti!Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Una straordinaria sceneggiatura di grande respiro. Eccellente Segnala il commento

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Ernest ha votato il racconto

Esordiente
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

Congratulazioni scritrice :)Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Questo tuo racconto è una meravigliosa conferma delle tue doti di scrittrice. Ti porgo i miei più sinceri complimenti!!! Ciao Silvia e grazie!!! :-)Segnala il commento

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Francesca Lodoli ha votato il racconto

Esordiente

Ciao Silvia, congratulazioni per la promozione a scrittrice! Un racconto perfetto, che potrebbe essere l'incipit di un romanzo: viene voglia di sapere se Antonella continuerà a tradire suo marito con due dei suoi più cari amici e se il suo doppio adulterio provocherà la fine di quella bella amicizia. Bravissima!Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Bella l'amicizia che dura nel tempo. Frammenti di vita descritti con uno stile semplice e avvincente. Brava la nostra scrittrice. Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

Silvia, rimembri ancor / Quel tempo delle 5000 battute mortale, / Quando beltà splendea/ Negli occhi tuoi / ridenti e fuggitivi, /E tu, irritata e pensosa / il limitare dei versi pativi? E' finito! Finalmente Belleville si è accorta del tuo valore! Congratulazione amica mia. Sono così felice per te, che almeno per una volta mi lascio andare, e "cazzeggio" come una dodicenne Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente

Riletto nuovamente perché è uno spaccato che merita, la realtà di una fortuna che non è fortuna è l'ironia della vita. Sei brava.Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Intanto congratulazioni Silvia, per il passaggio a scrittrice più che meritato. Penso che siamo tutti unanimi nel riconoscere la tua bravura. E anche questo come i precedenti è ricco di umanità nel tuo stile leggero e profondo. Si, un inno alla vita🥂 Che sfogo poter andare oltre le 5000 battute! Segnala il commento

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eyepizzapie ha votato il racconto

Esordiente

Umanità, caotica e imperfetta, bella. Ritmo e gusto: è un piacere leggerti.Segnala il commento

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

Esordiente

Un’ amicizia rara va celebrata ! Bravissima Segnala il commento

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di Silvia Lenzini

Scrittore
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