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Narrativa

VITA D'ALBERGO

Pubblicato il 23/04/2021

Questo racconto precedeva gli ultimi due che ho pubblicato, e li "apre" per così dire. Non era mia intenzione proporli in sequenza, tantomeno alla rovescia, ma ormai è andata così.

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Ho fatto la doccia nel bagno di sopra:

è speculare a quello del mio piano, con un box doccia in muratura e tutte le pareti (box compreso) ricoperte di piastrelline a mosaico, grandi quanto un francobollo da 200 lire, se ve lo ricordate.

Sono striate verde acqua e bianco, come se qualcuno le avesse decorate con delle piccole alghe lucide, appena spiaggiate. Il fondo delle piastrelline sembra composto da frammenti di sale, compressi in piccoli quadrati, e levigati, poi, dal vento e dalla sabbia che hanno reso la superficie liscia, ma ondulata, come una minuscola pista da skate, una replica quasi perfetta di quella che usano le pulci nane, per allenarsi ai prossimi mondiali di questa specialità, assegnati a Entomocity, come avrete certo sentito, in televisione.

Il pavimento è in pezzature di marmo nero con inclusioni ocra e le fughe in rosso pompeiano, tutto levigato a specchio, come si usava negli anni cinquanta e sessanta.

All'inizio credevo che potesse darmi fastidio, l'uso del bagno in comune, per la mia privacy, oltre che per motivi d'igiene.

Ma devo dire che sono tutti molto puliti, e incontrarsi in corridoio, ogni tanto, è molto gradevole, quasi familiare. Si scambiano sorrisi e ci si saluta, senza sapere bene chi stiamo salutando. Tutto si affida a una, due rapide occhiate, e ai pensieri, più che alle parole:

- Ah, sei in ciabatte? Con questo freschino!?

- Che bella canottiera, e non hai neanche un filo di pancia, eppure dovresti avere la mia età, anno più, anno meno!

- Mmm...  Discreta questa tipa. Così giovane, e mi sorride sempre. Sarà che le ispiro tenerezza?

- Eccolo, questo è il l'ucraino, con il suo bel premolare d'oro, ma gli sta bene. Aggiunge un tocco da pirata gentile, quando mi sorride, tranquillo. E mi sorride sempre.

- I siciliani sono dappertutto, con il loro bell'accento marcato, sempre pronti alla battuta. Nelle loro occhiate incontro sempre la tragedia mesolata al sorriso, e al dubbio.

-E anche i napoletani: sentirli parlare tra loro, e poi con i siciliani, ti fa capire tante cose, della comunicazione.

- Poi c'è l'italiano silente, che ha la stanza di fronte alla mia. Trentacinque, quarant'anni, capelli neri, lisci e folti, lunghi fino alla spalle, la barba sempre di una settimana, magro, scattante, che mi guarda dal basso verso l'alto, timido, mangiandosi le parole, quando mi saluta. Poi scende le scale saltellando, agile, come uno stambecco adolescente.

Abito qui da un paio di mesi, ormai, e credo di aver trovato uno dei "luoghi di scrittura" migliori, di tutto il globo terracqueo a me conosciuto. Sto per conto mio, nella mia stanza, ma non in solitudine. Intorno a me albergano decine di vite altre, impegnate a vivere la loro, con i loro orari, le loro abitudini e il loro modo di relazionarsi con il mondo circostante, del quale faccio parte anch'io.

Dalla strada salgono i rumori dei bambini che giocano, nei cortili vicini: qualcuno si ferma a parlottare, qui sotto, sulla strada, poi  abbaia un cane e un suo simile gli risponde. Una taccola gracchia, improvvisa, rompendo il silenzio, mentre due merli si sono appena fermati sul mio balconcino, tergiversando animatamente, per stabilire di chi è  il verme appena stanato in uno vaso solitario, che posso vedere anche da qui, sdraiato sul letto.  

Il sole entra nel pomeriggio, si infila tra le case di fronte e scava un solco luminoso nelle ultime melagrane schiantate dal freddo. I rubini spuntano violacei, dalla scorza lacerata.

Il fico ormai è spoglio, e infila i suoi rami in cielo, dove si aggrappa al vento, facendoli sussultare, come se volessero annuire, e negare, un attimo dopo, tutto quel movimento.

Ho la radio quasi sempre accesa, random: perché il cursore non seleziona bene, e l'antenna pencola, piegata da un lato. Così devo cambiare spesso canale, ma due o tre li prendo bene. La televisione ce l'ho sulla scrivania, accanto al lavandino. Piccola, ma non troppo.

Accanto al mio, c'è anche un altro letto: per i pensieri ingombranti, ho immaginato che potesse essere. E credo che funzioni: li mollo lì, quando ho altro da fare, alla infusa, come capita, a farsi compagnia tra di loro, tanto si conoscono. Spesso finisce che si mettono d'accordo, tra loro, e mi trovo la storia bell'e fatta, quando vado a riprenderli.

Li prendo per un capo, e li tiro, piano, verso di me, facendo attenzione a rispettare il gomitolo lungo il quale si sono arrotolati. È importante, non confondere e gomitoli, perché sono permalosi, parecchio, e non vogliono lasciare il verso che hanno preso.

Ma capita anche che litighino tra loro, insultandosi reciprocamente, perfino in maniera violenta.  Allora li lascio stare, e scendo a fare un giro. 

Quando poi torno, è tutto a posto, e la storia comincia.




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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Stile perfetto e impeccabile, come al solito, come sempre. La storia sussulta e sa intrigarci. Una ulteriore conferma della tua verve narrativa, riconoscendo anche la tua firma d'Autore. Sempre piacevole e interessante leggerti e imparare, sotto molti punti di vista. Ti ringrazio e ti salutoSegnala il commento

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Umberto ha votato il racconto

Esordiente

Mi piace molto la naturalezza con cui un narrare controllato e apparentemente analitico (la descrizione delle piastrelle, ad esempio) si apre a una calda umanità, e a tocchi naturalistici che non mi è difficile definire poetici. Il letto deserto di presenze allude a una solitudine capace di colmarsi di idee e di sentimenti. Lo stile colloquiale allude a un registro più profondo, che trapela con efficacia grazie a una sensibilità sempre trattenuta e ricca. Ben scritto e ben pensato.Segnala il commento

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[K] ha votato il racconto

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Helena ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Hai sempre un tocco vellutato. E sì, c'è osservazione e poesia.Segnala il commento

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Elisa Bertinelli ha votato il racconto

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Apprezzo sempre chi sa unire, alla capacità di osservazione, la curiosità di tornare sui propri passi per studiarne le risonanze emotive evocate, che quasi sempre acquistano ex post senso e prospettiva. Amo anch'io da sempre gli alberghi (molto meno il bagno in comune), il loro essere per lo più anonimi lascia ampio spazio al pensiero. Bel racconto.Segnala il commento

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Cinzia M. ha votato il racconto

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Imago ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Ottimo. Un dolly. Sono d'accordo con Adriana: se non è il migliore, è senz'altro uno dei migliori. Ah, se invidio questa situazione!Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Sono molti i bei passaggi in pieno stile Franco58 questo racconto racchiude la tua essenza: lo spirito di osservazione, l’ironia la tua calda umanità, la malinconia, le tue belle contraddizioni; di cui ci fai partecipe e in cui ci identifichiamo insieme a te ... sollevati due dita da terra. Grazie a te. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Bello Segnala il commento

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Isabella☆ ha votato il racconto

Esordiente
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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Lo ricordo questo racconto., non so se lo hai modificato in qualche passaggio, però quanto possono essere noiosi i dettagli, ma quanto sono affascinanti se maneggiati in questo modo. Fai, poi, un volo sulle varie caratteristiche umane, e il letto per i pensieri ingombranti è fantastico Tutto molto bello Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Un quadro di ottimo livello per varia umanità e storia di scrittura. Bella la minuta descrizione del bagno-doccia.Segnala il commento

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Malehua ha votato il racconto

Esordiente

Bello davvero! Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente

Sei bravo!Segnala il commento

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Fant'asma ha votato il racconto

Esordiente
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Roberta ha votato il racconto

Esordiente

anche questo l'avevi già postato, giusto?! nel mio ricordo la descrizione delle piastrelle a mosaico era più lunga di almeno qualche riga, chissà perché. l'idea del letto per i pensieri ingombranti mi piaceva già prima, mi piace ancora.Segnala il commento

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Annacod ha votato il racconto

Esordiente

Credo che un po' tutti abbiamo i nostri "pensieri ingombranti" ma i tuoi si mettono d'accordo proprio bene. Complimenti Segnala il commento

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Maceto Pobbi ha votato il racconto

Esordiente

Vorrei dire innanzitutto che secondo me scrivi bene (non sono nessuno per giudicare, ma direi che hai del talento). In questo racconto c'è un po' tutto quello che uno scrittore deve saper fare: la descrizione (della doccia) dettagliata eppure non noiosa, le simpatiche macchiette dei personaggi che frequentano l'albergo, alcuni tocchi di colore come la vecchia radio e i merli che litigano, e l'originale immagine dei pensieri che formano le storie. Se posso fare un solo appunto, quando le osservazioni sono messe in forma di pensieri (mi riferisco alle descrizioni dei personaggi), il registro dovrebbe scendere un po', perchè noi non pensiamo come scriviamo, i pensieri sono più confusi, spesso sgrammaticati. Prova a osservarti mentre pensi...Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Per quanto possa apparire strano l'ordine di pubblicazione, io credo che sia ragionato. In "Bamboo", abbiamo riconosciuto insieme a te che "le cose ci dicono cosa fare, se ci prendiamo il tempo di ascoltarle". Dunque abbiamo rinunciato ai monologhi e ai soliloqui per sentire cosa ha da dire lo spazio intorno a noi, uscire in strada "a fare un giro" prima di tornare "in camera, a riflettere". E poi uscire ancora una volta per fare "lo stesso giro nel senso opposto", forse alla ricerca di conferme o altre risposte. Ora ci inviti nel tuo mondo, nel tuo luogo di scrittura, ci mostri il letto dei "pensieri ingombranti". Mi è sempre piaciuto quello che scrivi, ma credo che questo sia il brano migliore. Segnala il commento

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Sonia A. ha votato il racconto

Esordiente

Che bello!Segnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Esordiente

Bell’idea. Frequento alberghi per lavoro, ma non ci ho mai pensato.Segnala il commento

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di Franco 58

Esordiente
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