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Soggetti per il cinema/teatro

Vivo e vedovo

Pubblicato il 22/11/2020

Franco Scarangelli è un vecchio scrittore solitario. Dopo la cerimonia del funerale di sua moglie, malata di cancro al pancreas, decide di sparire per sempre.

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"Scarangelli?"

"Quanto le resta a mia moglie?"

"Sinceramente? Entro la fine dell'anno dovrà salutara!"

"Capisco!"

"Se ha bisogno di un supporto, se vuole parlare con qualcuno, estraneo alla sua famiglia, intendo, nel reparto al sesto piano c'è una squadra formidabile di psicologi."

"Non occorre, non penso..."

"Le faccio un grande in bocca al lupo, devo andare!"


21 Dicembre 2012. Ore 11:30. Chiesa Madonna delle Grazie. Poggiorsini.


"Franco, condoglianze!"

"Grazie..."

"Franco, condoglianze! Che dolore!"

"Grazie..."

"Franco, fratello mio, mi dispiace tanto!"

"Grazie..."

"Franco mi raccomando, sei un uomo forte!"


Franco, dopo aver pronunciato, a fatica,  grazie a tutti quelli che lo accerchiarono per le condoglianze, andò a sedersi in un bar. Si tolse i guanti e il cappello. Chiese una birra fresca. L'orologio segnava le 14:00. Fuori nevicava. Ma non si posava. 


"A proposito Franco, ho saputo di tua moglie. Avrà sofferto molto, condoglianze!"

"Io non capisco il senso delle condoglianze. È un processo naturale la morte. Chi prima, chi dopo, chi in un modo, chi in un altro, tutti dobbiamo morire. Perché la gente mi fa le condoglianze? Io sto bene. Mi trattate come un terminale, senza offesa per i terminali. Io sono vivo, anche da vedovo!".

"Dispiace che sarai solo ora, non avete avuto figli in tutti questi anni di matrimonio e penso che la solitudine non sia una bella passeggiata, tu hai pure una certa età, settant'anni quasi se non ricordo male, ecco, insomma..."

"Perché, credi che voi altri siete in grado di vivere in compagnia? Sempre pronti a rubarvi e a scannarvi l'un l'altro. Sempre a godere delle cadute degli altri. Sempre a tramare. Ma che vita fate? E quelle facce tristi? Le dovreste avere per voi stessi, per la vita che conducete, per l'ipocrisia che vi si è calcificata nelle ossa non di certo per un funerale, cosa del tutto naturale!"

"Franco non volevo dire..."

"Siete così lontani dalle priorità della vita, siete così grigi e istupiditi dai giornali, dal calcio, dal gossip, dalla Chiesa, dal lotto, dai gratta e vinci, dalle sigarette...voi non sapete stare in compagnia di voi stessi, avrò pure i miei anni ma voi siete più vecchi della preistoria...pagati la birra e tieniti il resto!"


Franco uscì furioso dal bar, come rarissime volte lo era stato in vita sua, sbattendo la porta d'ingresso. Ritornò a casa. Si fece una doccia fredda. Dai cassetti tirò fuori tutti i suoi indumenti e li mise in due grandi valigie. Si ricordó della sua Leica e un paio di quaderni a righe e li sistemò in un zaino da trekking. Prese un foglio bianco grande e con un pennarello nero scrisse sopra VENDESI. Uscì fuori al balcone e lo attaccò con del nastro adesivo alla ringhiera. Scese in garage, sistemò il kayak monoposto sul tetto della sua Suzuki Jimny e una tenda da campeggio nel cofano. Mise in moto e sparì verso sera per sempre da Poggiorsini. Nessuna delle 1400 anime che abitavano quel piccolo borgo della Murgia lo rivide più.

Franco si diresse verso il confine con la Slovenia. Lì, abbandonò la sua auto. Ficcò la tenda da campeggio nel gavone stagno del kayak. Si tolse gli indumenti e si coprí con una muta. Mise il kayak in mare e iniziò il suo nuovo e tanto atteso viaggio: circumnavigare l'Italia con la forza delle sue braccia, fotografare ogni anfratto delle coste dello stivale e scrivere un nuovo romanzo, l'ultimo della sua vita.


"Franco, che farai quando morirò?"

"Cara, certamente vorrei stare solo, in compagnia del pensiero di te. Nessun'altra persona può sostituirti. Lo sai?"

"Ti ho amato sempre con la stessa intensità, non ho mai mollato di un millimetro e tu hai fatto altrettanto con me!"

"Ah, l'amore che energia..."

"Come impiegherai il tuo tempo, fammi sentire?"

"Ricordi, da ragazzi, quando mi hai vietato di fare quelle uscite in mare in canoa?"

"Oh Gesù, lo ricordo bene, stavamo ad un passo da lasciarci! Alla fine ho vinto io...è pericolosa quella roba lì!"

"Ora tu te ne andrai, cara, non potrai più vietarmelo e io potrò realizzare finalmente il mio sogno giovanile!"

"Dì grazie che sto morendo prima io, altrimenti non realizzavi un bel niente!"

"Spiritosa..."

"Già... solo una cosa ci è mancata però, Franco!"

"Cosa, amore mio?"

"Ma hai l'Alzheimer?...intendo i nostri figli...sei pogo sagace ultimamente. Mi preoccupi, a volte!"

"Hai ragione, cara, i nostri bambini!"

"È andata così!"

"Sì è andata così, abbiamo sofferto ma il nostro amore ci ha protetti fino ad oggi!"


Franco Scarangelli circumnavigò l'Italia molto lentamente toccando anche la Sicilia e la Sardegna. Impiegò cinque anni. Scrisse un romanzo di formazione e lo lasciò appositamente nel suo zaino da trekking su una spiaggia desolata di Metaponto lido. Uno scrittore emergente lo ritrovò scavando una buca nella sabbia nell'estate del 2018. Lo spedí ad un editore e fu selezionato per la finale del premio Strega. 

Fanco Scarangelli vinse quel premio che non poté ritirare perché si era abbandonato alle acque blu e profonde del Mediterraneo per ritornare da sua moglie, questa volta, per sempre.



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Zoyd Gravity ha votato il racconto

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Imago ha votato il racconto

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Germinal68 (Sandro) ha votato il racconto

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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Ellan ha votato il racconto

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Molto toccante. All'inizio si resta un po' sconcertati dal distacco con cui un marito prende la notizia della futura morte della moglie ma poi si capisce che elabora il lutto secondo una sua propria filosofia. Mi è piaciuto. Segnala il commento

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Helenas ha votato il racconto

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Teresa David ha votato il racconto

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Racconto toccante. Bravo. Mi permetto solo di segnalarti la sovrabbondanza di punti esclamativi (è una nota che facevano spesso anche a me...😉)Segnala il commento

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Isabella Ross ha votato il racconto

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Cinzia m. ha votato il racconto

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Amid Solo ha votato il racconto

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. ha votato il racconto

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Solo il titolo è già un capolavoro. EccelsoSegnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

Toccante. Trovo solo fastidiosi i punti esclamativi nei dialoghi. Ad ogni modo, bello :)))Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Bella storia, con l'unico neo di un tono eccesivamente sobrio e descrittivo, che non si prende il tempo per scrutare le pieghe dolorose del suo lutto. Però sì è preso cinque anni per elaborarli, prima di lasciarci, e vogliamo credere che fosse l'unico modo per farlo. Ogni scrittore ha il suo modus scribendi e vivendi, ed è giusto che sia così. Segnala il commento

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Andreasololettore ha votato il racconto

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Angelica Nobili Costa ha votato il racconto

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Bellissimo. Mi commuove. Bravo! Segnala il commento

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Maddacsc ha votato il racconto

Esordiente

Bellissimo racconto che fa tanto riflettereSegnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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di Francesco Scarciolla

Esordiente
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