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Romance

Vorresti fumare insieme a me?

Pubblicato il 19/09/2019

Hai mai fumato? mi chiese. Sì -risposi- un paio di volte. Ti è piaciuto? Mi domandò ancora. Sì -le dissi- mi è piaciuto tanto. Vorresti fumare insieme a me? mi disse. Sì- risposi di getto

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L'estate arrivava improvvisa a stravolgere tutto. Finiva la scuola, esplodeva il caldo, il paese si popolava di nuove persone. Il tempo si dilatava. Avevo sedici anni, tanti sogni nella testa, tante pulsioni nel corpo. Sogni, pulsioni, desideri.Desideri brucianti, sconvolgenti; spesso sin troppo forti per essere accettati, troppo sovversivi.A volte credevo di essere un eroe, altre un malfattore, altre ancora un disperato. Quando il vento si alzava a spazzare via l'afa e i pensieri stagnanti, i miei desideri mi spingevano per le strade alla ricerca di qualcosa. Salivo sulla mia bicicletta ed iniziavo a pedalare per le strade, alla ricerca. 
Fu in uno di quei giorni di vento. Arrivai dopo una lunga salita ad una piccola chiesa. Il sagrato ricoperto di ghiaia terminava con una balconata che dominava la valle. Mi piaceva spingermi fino lassù, misurare la fatica, dissetarmi, poi lanciarmi lungo la discesa. Quel percorso era incontro: con me, con il vento, con la velocità.Quel giorno seduta sugli scalini in pietra della chiesa c'era una ragazza. Portava un semplice abito in cotone bianco e un paio di consumate All Star ai piedi, anch'esse bianche. Mi fermai e rimasi a guardarla. Avrei voluto dirle qualcosa, ma ero bloccato. Fu lei a parlare: vieni a sedere qui- mi disse con voce gentile. Fui preso da una strano timore, ma lei non mi lasciò il tempo di pensare. Forza -mi disse- vieni.Così sedetti accanto a lei.Era ancora più giovane di me, ma conosceva un mucchio di cose. Mi parlò di libri, di film, di fotografia.Di viaggi, di luoghi, di emozioni e di scoperte.Mi disse di tornare lì il giorno dopo.Da quel giorno ogni pomeriggio risalivo verso la chiesa. E lei era lì ad aspettarmi.Mi raccontava di città, di spiagge infinite, di montagne misteriose.Non riuscivo a capire dove fosse il confine tra realtà e finzione, ma capii subito che non era per nulla importante.Esploravamo i boschi, le case abbandonate, il torrente. Un giorno salimmo su una grande pietra. Ci sdraiammo a guardare il cielo. D'un tratto lei si alzò, si sfilò l'abito e si tuffò in acqua.Forza -mi urlò- lanciati anche tu!Esitai un attimo, ma capii che non potevo tirarmi indietro. Mi spogliai e saltai.Lei si mise ad urlare piena di eccitazione. Poi mi abbracciò. Risalimmo sulla pietra, nudi e bagnati e ci stendemmo al sole.Hai mai fumato? mi chiese.Sì -risposi- un paio di volte.Ti è piaciuto? Mi domandò ancora.Sì -le dissi- mi è piaciuto tanto. Le raccontai anche di come in realtà il gesto del fumo accendeva i miei sogni di ragazzo, le mie fantasie dense di eccitazione.Vorresti fumare insieme a me? mi disse.Sì- risposi di getto. 
Il giorno dopo la raggiunsi davanti alla chiesa. Appena le sedetti accanto lei tirò fuori due pacchetti di sigarette. Ecco -mi disse- per noi.Accendemmo le nostre sigarette, io le insegnai come aspirare, lei tirò una lunga boccata, soffiò il fumo e mi disse: dai, che figata!Da quel giorno ogni giorno ripetemmo il nostro piccolo rituale. Una sigaretta al nostro incontro, un'altra prima di salutarci.Lei raccontava gesticolando con la sua sigaretta, evocava, disegnava, fantasticava. E io la ascoltavo ammirato, estasiato, innamorato.Il decimo giorno, dopo avere fumato le ultime sigarette mi disse che l'indomani sarebbe partita. Ci abbracciammo e lei avvicinò le labbra alle mie. Ci baciammo a lungo, odorosi di fumo. Poi lei se ne andò senza voltarsi.Il giorno dopo ritornai alla chiesa, sperando che quella partenza fosse una delle sue fantasie.Invece era vera. Sedetti nel posto in cui normalmente stava lei. Mi parve di sentire il calore del suo corpo, il suono della sua voce, il suo odore di fumo. Il nostro odore di fumo.Il mio pacchetto di sigarette era finito. Così come il mio tempo favoloso con lei.Mi lanciai nella mia folle corsa in discesa, ma quella velocità non mi saziò.Non accesi più una sigaretta, per tanto tempo.La vita mi ingoiò con le sue dinamiche spersonalizzanti. A volte pensavo a quelle giornate con lei, ai suoi racconti, alle esplorazioni, alle nostre sigarette. Di notte tutto mi sembrava così vicino, da poterlo quasi toccare. Poi il mattino dissolveva quella sensazione. 
Un giorno d'estate fui avvolto da un vento improvviso. Quasi senza pensarci entrai in una tabaccheria e comprai due pacchetti di sigarette. Poi mi incamminai verso la collina.Arrivai alla chiesa: il cuore mi batteva forte. Seduta sulle scale c'era una donna. Vestiva un abito lungo ed elegante, bianco. Ai piedi portava un paio di All Star bianche nuovissime. Rimasi a guardarla.Forza -mi disse- vieni a sederti.Sedetti accanto a lei e tirai fuori i pacchetti di sigarette.Ah, finalmente -disse lei- avevo una gran voglia di fumare. Saranno trent'anni che non lo faccio! Accendemmo le nostre sigarette e rimanemmo lì. Nel vento, nella bellezza dell'incontro, nell'incanto del nostro mondo
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di Enrico Enne

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