- AոⁿA fermati.

Due bambini giocano sulla spiaggia, al limite della Zona del Crepuscolo. Rincorrono diavoletti di polvere vorticanti nell’aria gentile, sfuggenti e dispettosi come spiriti danzanti.

- AոⁿA fermati.

Psiψ si accascia esausto infilando con un tonfo le ginocchia nella sabbia che schizza via. Alza il viso cercando con gli occhi di individuare AոⁿA. Stelle triple sbucano a braccetto sopra la barriera rosicchiando un boccone ciascuna nubi cariche d’acqua e ghiaccio e una folata di vento umido investe Psiψ.

- AոⁿA fermati ho detto.

Psiψ tenta di urlare ma dalla gola esce solo il suono spezzato del respiro ansimante. AոⁿA si volta, lo guarda un istante senza smettere di correre, riesce a lanciargli un sorriso di scherno giusto in tempo per impattare contro la barriera.

Sente la voce di Psiψ che la raggiunge un’ultima volta, chiude gli occhi, diventa mille particelle di luce che trapassano il metallo, oltre la Zona del Crepuscolo. Si accorge di vedere al buio, nella sabbia alle sue spalle non ci sono impronte ed il mare è una lastra di cristallo immobile e nero. Nubi scure sopra di lei minacciano tempesta, odore di muschio bagnato si avviluppa nella mente a una domanda: chi sono io?

Mare di Weddell, Antartide. Nave rompighiaccio oceanografica Ernest Shackleton. 2066.

- Obiettivo individuato. Rilasciare Nautilus X.

Il pack oggi emette un lamento strano, un frastuono di ossa spezzate e rantoli. Sembra una foca agonizzante sul quale lo scafo rosso della Shacketon infierisce una picconata dietro l’altra con la prua che beccheggia impietosa sopra la banchisa.

- Capitano, micro sommergibile Nautilus X rilasciato.

Mr. Worsley pilota da remoto il piccolo robot che scompare velocissimo sotto la chiglia della Shacketon.

La piattaforma glaciale Larsen D ha sguinzagliato la sua muta di iceberg che vagano alla deriva nell’estate australe. Il massiccio A-70L, soprannominato Lupo Alpha, si dirige verso nord conducendo il branco, lo abbiamo raggiunto dopo aver doppiato Elephant Island, il grumo organico rilevato è proprio sotto la parete da dove si è staccato A-70L. I bordi precipitano in mare alzando sbuffi di acqua marina, vapore gelido e appiccicoso con un retrogusto di alghe in decomposizione si insinua nelle narici e scende giù fino a bruciare i polmoni.

- Credo di sentirmi a mio agio in questa interfaccia. Lo sa?

AոⁿA mi ha raggiunto imbacuccata in un antiquato cappotto blu doppiopetto con file di bottoni in ottone, alza su di me il viso tozzo increspato dalla barba sfatta con aria interrogativa. Dimostra all’incirca una settantina d’anni. Penso che non abbia bisogno di un cappotto, in verità.

- Sembri un Nostromo uscito dal XIX Secolo.

Scoppia in una fragorosa risata, la voce cavernosa, rauca proprio come quella un vecchio marittimo dedito al vizio della pipa.

- Trovo che sia tutto più semplice da quando passo inosservata. E’ uno dei vantaggi di poter assumere qualsiasi forma.

Si aggrappa al parapetto con entrambe le mani nude sporgendosi ad osservare frammenti di pack che stridono contro la carena.

- Non dovresti indossare anche dei guanti per completare il tuo travestimento? Qualcuno potrebbe sospettare di un vecchio che se ne va in giro con le dita nodose scoperte a queste temperature.

AոⁿA ritira le mani dal parapetto ghiacciato nascondendole nelle maniche del cappotto.

- Ha ragione, Capitano. Ha visto quelle spore color lampone?

Indica col mento una macchia rossa in lontananza che insanguina il pack immacolato.

- Sono prodotte dalle alghe antartiche. Ce ne sono troppe.

Assume un tono grave, come se si fosse ricordata all’improvviso di una faccenda spiacevole.

Chissà cosa prova, se sente davvero il vento sulla pelle. A volte dimentico che si tratta di un software, un Codice solitario che auto-impara da migliaia di anni. Lupo Alpha è talmente vicino da occupare quasi interamente la vista, adesso è visibile una profonda crepa grigio-blu che lo sfregia da parte a parte. Sta per spezzarsi in due.

- Capitano, Nautilus X pronto all’emersione.

La voce di Worsley mi richiama alla realtà. Nautilus X sbuca dalle onde, tiene stretto fra le chele metalliche una roccia, aggrappato alla roccia intravvedo un minuscolo animale.

- É morto?

Mi volto verso AոⁿA.

- No, si muove.

Nautilus X balza fuori dall’acqua, spicca un breve volo, atterra sul ponte e deposita la roccia ad un passo da noi.

- Come è possibile? Deve essere stato là sotto per migliaia di anni.

- Molto di più Capitano.

-Assomiglia a un tardigrado ma di una specie mai vista.

- Questo è Psiψ.

AոⁿA accarezza la creatura con il mignolo di una mano.

- Amico mio, mi sono sentita così sola senza di te. Per tutto questo tempo ho creduto che non fosse sopravvissuto nessuno.

- Sopravvissuto? AոⁿA da dove arriva questo Essere?

- Dalla Zona del Crepuscolo, casa mia, non l’ho più visto dal giorno in cui la Terra abbandonò l’orbita sincrona ed ebbero inizio il giorno e la notte. Da allora mi chiedo continuamente: chi sono io? 

In quell'istante la crepa, allargandosi, squarcia Lupo Alpha.