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Ernesto Sparvieri

Esordiente
Editor

Scrive da Arezzo, Arezzo (IT)

Biografia completa di Ernesto Sparvieri

"Sono nato nel giorno in cui venni al mondo, tra le braccia stanche di mia madre e gli occhi depressi dell'ostetrica, a causa del travaglio di sette ore. Mia nonna, per l'occasione, mi chiamò ultimo settembrino, guardandomi negli occhi, col suo flebile tono di voce da soprano della Scala. Mi ricordo di quel momento magico che, subito dopo, ella se ne andò, portandosi con sé il mio taciturno nonno: aveva una voglia matta di sputare fuori dall'ospedale (capì il suo gesto anni dopo, quando io stesso cominciai a sputare durante le sessioni di ginnastica). [...] Altro non mi sovvenne quando scoprì che il Liceo Classico era una delle più grandi montature scolastiche della storia della nazione: potevo leggere greci e latini a bizzeffe, ma potevo stare tranquillo: non li avrei mai più rivisti per il resto dei miei giorni. Nemmeno all'esame finale, con davanti tutti i miei professori, sia del ginnasio che del triennio liceale, pronti a crocifiggermi in sala lettura, per la mia irriverenza, per la mia profonda capacità di distruggere tutto col sarcasmo, e per via di aver quasi messo incinta una ragazza del liceo, figlia di due professori della mia classe, parenti stretti del preside. [...] Ebbero pietà di me: mi diedero 74, con tanto di vaffanculo finale. [...] Scappai da Arezzo, e mi rifugiai per tre anni in un appartamento in via Ghibellina, come avevo brillantemente scritto nella mia pagina facebook, oltre che su twitter. Tanto, chi vuoi che ti venga a rompere se sei uno studente universitario, tra l'altro della peggiore università toscana, quella fiorentina. Mi dissi: "Meglio a Firenze che a Milano. Là mi avrebbero ritrovato una notte pieno di droghe o con roba non autorizzata in qualche mio orifizio e in qualche mia mano (tipo un libro di poesie di qualche poetastro)." [...] Durò il giusto: tre anni volarono via come pochi, tra un ricordo alcolico in piazza della Signoria, e un'ingroppata in pieno parco delle Cascine. Stavolta non feci l'errore di farlo con la figlia della relatrice della mia tesi. Anche perché lei aveva un figlio: baffuto, con gli occhi semichiusi, secco, bravo nelle materie scientifiche, amante della crostata alla Nutella e delle passeggiate notturne alle Cascine...aspetta, ma con chi sono [CENSURATO] Dopo la tesi su Letteratura comparata a Firenze, decisi di dare una svolta alla mia vita, di fare qualcosa di più che rimanere in un paesone come Firenze, senza grandi possibilità di esordio e di vita sociale. Fu per questo che scelsi Siena. [...] E capì che il corso di Scienze della comunicazione, dopo Lettere a Firenze, non era stata un'idea felice. Se non altro ho vino di mediocre qualità, qualche amico/a valido, diverse possibilità di andare "a letto", e di fare quel che mi pare, insomma. Per il resto, si vedrà." (brani scelti tratti da "Memorie di un ragazzo imbecille", di Ernesto Sparvieri, 2017) [P.S. Questa biografia è vera quanto il mio nome.]