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Federico D. Fellini

Scrittore

Scrive da Peschiera Borromeo, Milano (IT)

Biografia completa di Federico D. Fellini

Frammenti sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto dalla Spiaggia Iperurania di Ariminum. Sono approdato al villaggio di Typee dopo avere a lungo vagato attraverso lidi analogici e digitali, con l'obiettivo di verificare la fattibilità di un progetto narrativo concepito come una serie di racconti conclusi in se stessi (così decretano i Libri della Legge di Typee) ma che, nel contempo, vadano a costruire un universo finzionale coerente. Un po' come accade con Le città invisibili di Calvino o l'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Sarò grato a tutti coloro che vorranno darmi pareri e consigli su come migliorare i singoli testi e sulla tenuta del progetto nel suo complesso. Visti alcuni commenti ai primi racconti pubblicati ("troppe citazioni!") è forse utile chiarire che: 1) Il mio Lettore Ideale applica alla letteratura il modello che Baricco definisce per il business dell’epoca attuale in The Game. In passato fare letteratura consisteva nell’inventare giochi basati su un mazzo di carte preesistente: vinceva chi inventava il gioco migliore. Calvino, in una lettera indirizzata a Edoardo Sanguineti, precisa che si trattava di “assumere il narrabile come combinazione di carte”. Oggi fare letteratura coincide con l’invenzione di un mazzo diverso. Immaginando carte nuove e mettendo insieme carte prima ritenute incompatibili. Un Fante di Cuori, un biglietto degli Imprevisti del Monopoli, un Non Morto del deck di Yu-Gi-Oh!. Lo stesso vale per le altre forme di arte popolare (e d’avanguardia: che, nel lungo termine, in genere coincidono). Lo aveva capito Freddy Mercury, quando compose Bohemian Rhapsody. Il brano fu accolto nel 1975, al momento dell’uscita, dallo scetticismo di discografici e critici a causa della lunghezza (quasi sei minuti), dei rimandi all’opera e di un testo incomprensibile. Nel febbraio 2019 ha raggiunto la soglia dei due miliardi di ascolti globali, secondo una classifica che considera i flussi registrati sui servizi di streaming on-demand, tra i quali Spotify, Apple Music, Deezer e YouTube, divenendo il pezzo rock più famoso di tutti i tempi. 2) Il mio Lettore Ideale cerca un abbraccio con la totalità dei riferimenti chiamata in campo, dalla cui ricchezza e varietà giudica il valore del testo: ben vengano quindi spunti, citazioni, rielaborazioni che possono andare dalla Commedia dantesca ai più aggiornati trattati neuro-scientifici, dalla filosofia di Roger Waters (ideologo dei Pink Floyd) alla poesia di Martin Heidegger (metafisico esistenzialista), dal Bacio di Klimt e di Munch alle ultime diagnosi sulla cosiddetta “età dell’empatia”. 3) Il mio Lettore Ideale ritiene, con Montesquieu, che in un romanzo nessun tema è vietato e nessuno obbligato. È lecito inoltre passare dal serio al faceto, dalla riflessione politica all’intreccio sentimentale, dalla satira all’utopia. Un meccanismo analogo, in fondo, ci consente, navigando sul Web, di passare con un click da un sito a un altro, da un blog a una foto su Instagram, da una citazione di Oscar Wilde a un video postato sul canale YouTube di National Geographic. 4) Il mio Lettore Ideale ricerca in ogni libro immagini, situazioni, personaggi provenienti da altri libri (o film, videogiochi, graphic novel), poiché le cose ripetute non producono solo piacere: la ripetizione, più o meno deformata rispetto all’originale, implica una nuova esperienza, perché gli enunciati sono sottoposti a interrogazioni diverse – producendo quella felicità legata alla “nostalgia del futuro”, di cui parlava Kierkegaard. Arriva a credere che non è concepibile letteratura senza ri-uso di materiali preesistenti, poiché l’esperienza estetica è dettata da un mindset esplorativo: è creazione e ri-creazione. Approva quindi l’affermazione di Francesco Vezzoli: “Adoro i deejay. Non mi vanterei mai di essere originale. Amo mescolare spunti, decontestualizzare, effettuare slittamenti, proporre cocktail, alimentare paradossi. Il mondo è uguale da duemila anni. Perciò, remix e basta”. Vezzoli esprime così la sua adesione al fenomeno, emerso dai primi anni Ottanta, che Nicolas Bourriaud descrive in Postproduction. Per rispondere al “caos proliferante della cultura globale”, molti artisti rifiutano il mito dell’originalità, per impegnarsi nella ricombinazione di materiali già realizzati. Si affidano all’estetica del riciclo a oltranza e del “download di forme”, come i deejay di Vezzoli o i programmatori informatici. Mediatori che mettono in contatto elementi diversi, costruendo reti di relazioni e di connessioni: assumono qualcosa che già esiste e la ri-situano in contesti inattesi; si affidano alla tecnica del remix, mescolando fonti, suggestioni, iconografie. 5) Il mio Lettore Ideale si appassiona allo stesso modo ai pensieri e alle azioni di Edipo, Amleto, Philip Marlowe, Rick Deckard, Dylan Dog, Jessica Jones, Ronan O’Connor. 6) Il mio Lettore Ideale sottoscrive l’opinione di Hanif Kureishi, secondo cui l’arte più bella, da Omero a Shakespeare, da Hitchcock ai Beatles, da Pablo Picasso a Miles Davis, mescola la sperimentazione con la popolarità, conduce il pubblico dal familiare al nuovo, esplora il non-ancora-detto. 7) Il mio Lettore Ideale possiede due delle caratteristiche elencate da Manguel: “non si spazientisce mai” e “ha un senso dell’umorismo perverso”. 8) Il mio Lettore Ideale non crede alla distinzione fra generi letterari o prosa e versi (poiché per Boccaccio la voce Poesia comprende entrambi, Carver, Bukowski e il Patterson di Jarmush scrivono “racconti in forma di poesia”, Gogol’ definisce Le anime morte “un poema in prosa” – etichetta, afferma Nabokov, adatta anche a romanzi quali Madame Bovary o Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde). 9) “Al Lettore Ideale a volte nascono idee chiarificanti dalla lettura di libri strani e non classificabili dal punto di vista del rigore accademico” (ancora Calvino): come la riscrittura metadisciplinare da parte di cento autori diversi – illustrata da Luigi Serafini – delle Città invisibili; o il commento in chiave manageriale delle poesie di Wislawa Szymborska (supportato da un progetto fotografico realizzato a Londra), piuttosto che dei capolavori di Shakespeare, con il corredo dei disegni di Milo Manara. 10) Il mio Lettore Ideale ritiene, come Whitehead, che la cultura occidentale consiste in un cumulo di glosse a Platone; come Schlegel, che i romanzi sono i dialoghi socratici del nostro tempo. La natura conversazionale del romanzo è ancora più importante oggi, perché è la stessa del Web e del mondo reale/digitale in cui siamo immersi (almeno dal 1999, anno in cui ne viene formalizzata l’essenza: “I mercati sono conversazioni”, Cluetrain Manifesto). Si potrebbe aggiungere la nota di Ballò e Pérez: il primo protagonista di una fiction seriale nella storia dell’Occidente è Socrate. Ovvero, oggi Platone scriverebbe dialoghi per Netflix o Sky (cose tipo la Prima Stagione di True Detective).